Una nuova ombra si allunga sul calcio italiano. Secondo quanto riportato dall’AGI, Gianluca Rocchi, attuale designatore degli arbitri di Serie A e B, sarebbe indagato per concorso in frode sportiva nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Milano.
L’indagine, avviata nei mesi scorsi dal pubblico ministero Maurizio Ascione, ruota attorno a presunte pressioni esercitate sulla sala VAR in occasione di alcune partite di campionato tra la stagione 2023-24 e la 2024-25. Tra gli episodi finiti sotto la lente degli inquirenti figurano in particolare Inter-Verona del 6 gennaio 2024 e Udinese-Parma della stagione successiva.
Gli episodi sotto la lente
Uno degli snodi centrali dell’inchiesta riguarda un contatto tra Alessandro Bastoni e Duda durante Inter-Verona. L’episodio, una gomitata giudicata dubbia, non portò a una revisione in campo (“on field review”) e il VAR confermò la regolarità dell’azione che portò al gol decisivo.
Secondo quanto emerge, gli investigatori ipotizzano che la mancata revisione possa essere collegata a interferenze esterne. In quella partita l’arbitro era Michael Fabbri, mentre al VAR operava Luigi Nasca.
secondo episodio riguarda Udinese-Parma, dove si discuteva un possibile fallo di mano. In un primo momento l’orientamento sembrava quello di non assegnare il rigore, ma successivamente l’arbitro venne richiamato per una revisione che portò al penalty.
Al centro delle verifiche ci sarebbe il comportamento del VAR e, secondo una delle ipotesi investigative, un possibile intervento esterno per attirare l’attenzione degli ufficiali di gara e indirizzare la decisione finale.
Il ruolo di Rocchi e gli sviluppi
Gli inquirenti stanno cercando di chiarire se vi siano state effettivamente pressioni o indicazioni improprie nei confronti degli arbitri e degli addetti VAR. L’ipotesi è che tali interventi possano aver influito su decisioni determinanti ai fini del risultato.
È importante sottolineare che l’avviso di garanzia rappresenta un atto a tutela dell’indagato e non implica alcuna colpevolezza. L’inchiesta è ancora in corso e coinvolge diversi soggetti del sistema arbitrale.
Nel frattempo, il caso riaccende il dibattito sulla trasparenza e sull’utilizzo del VAR in Italia,