Il Ct Azzurro Gennaro Gattuso, nella conferenza di Zenica a poche ore dal match della finale del Playoff di Qualificazione al Mondiale contro la Bosnia, ha rilasciato alcune interessanti dichiarazioni: ha parlato dell’importanza della qualificazione, rispondendo anche alle parole del Ct della nazionale bosniaca Sergej Barbarez.
Sulla possibilità di qualificazione
Gattuso sulle possibilità di qualificazione della sua squadra: “Grande responsabilità, la sento dal primo giorno in cui ho preso in mano la Nazionale. Dobbiamo guardare i giocatori negli occhi e trasmettere fiducia, possiamo raggiungere l’obiettivo. Affrontiamo una squadra forte e di qualità, per coronare il sogno di tornare ai Mondiali ci vuole una grandissima Italia. La nostra storia dice che con mentalità, voglia e sofferenza abbiamo raggiunto obiettivi che con questa maglia erano inaspettati: martedì deve prevalere questo”.
Sulle parole di Barbarez
Il Ct della nazionale bosniaca Barbarez aveva dichiarato: “La mia squadra non è lenta. Se lo siamo noi, lo sono anche gli italiani! Se segniamo un gol noi, parcheggeremo un autobus davanti la nostra difesa. Se segnano loro, lo parcheggeremo dall’altra parte (in attacco). E’ una battuta, forse!” Questa la risposta di Gattuso, che teme la Bosnia: “Barbarez? E’ un grande giocatore di poker! La Bosnia non è una squadra ‘da pullman’. Io lo ricordo da calciatore in Germania, era un buon attaccante. è un allenatore preparato, si fa voler bene, entra nell’anima dei giocatori. Mi incuriosisce, secondo me è una persona molto intelligente. E so che scherzava”.
Su Dzeko
Su Dzeko, il quale pure si era espresso sulla nostra nazionale dicendo che non è più quella di una volta per qualità: “Un anno fa volevo portarlo all’Hajduk ed è nato un rapporto incredibile. Professionista super, ciò che ha detto non era scontato, è un grande campione ed un grande uomo, ma non sono sorpreso: complimenti”.
Ipotesi mancata qualificazione…
In caso di eventuale mancata qualificazione degli Azzurri, ecco cosa farebbe Gattuso: “Cosa succede se non andiamo ai Mondiali? Per me sarebbe una delusione, una mazzata importante, mi assumerei le mie responsabilità da ct, ma ne parleremmo dopo. Ora giochiamo, se ci spaccheremo la testa metteremo i punti. Non sono la persona adatta a dover dire cosa succederebbe al nostro calcio, ho un mio pensiero ma lo tengo dentro di me. Conserviamo le energie per la partita. Io nel caso ci metterei la faccia come ho sempre fatto”
Sui progressi degli Azzurri
Sugli errori del passato e sulle cose che sono migliorate: “Soffrivamo gli avversari, eravamo fragili, arrivavano facilmente in porta, ci creavano problemi. Nell’annusare il pericolo siamo cresciuti. Preferisco essere meno bellini e soffrire meno gli avversari, la concretezza è la cosa più importante”.
Sull’unità del gruppo
Infine, parla con orgoglio del suo gruppo: “Siamo un gruppo unito, dicevano non ci fosse amor proprio e che a nessuno importava. Io lo vedo e mi auguro di cuore per loro che raggiungeremo questo obiettivo. Sono orgoglioso e contento, anche se dovesse andar male. Spero di no, mi tocco…”.