Nuove dichiarazioni destinate a far discutere quelle di Fabio Capello su Ronaldo Nazário. L’ex tecnico di Real Madrid, Milan e Roma è tornato a parlare del fuoriclasse brasiliano, riconoscendone il talento straordinario ma criticandone duramente l’influenza all’interno dello spogliatoio. Già in passato l’ex allenatore friulano aveva confessato di aver riscontrato difficoltà enormi nella gestione del brasiliano al Real Madrid a causa delle abitudini festose che lo allontanavano da quello che doveva lo stile di vita virtuoso di un professionista.
Nel corso di un’intervista al “Corriere della Sera” Capello ha inserito Ronaldo tra i più grandi calciatori di sempre, arrivando a definirlo il quarto giocatore più forte della storia, alle spalle di Pelé, Diego Maradona e Lionel Messi. Un attestato enorme per il brasiliano, considerato da molti il centravanti più devastante mai visto su un campo da calcio.
Tuttavia, al ricordo delle sue qualità tecniche, Capello ha affiancato un giudizio severo sul piano professionale. L’allenatore ha raccontato che durante la sua esperienza al Real Madrid trovò un Ronaldo lontano dalla migliore condizione fisica e poco incline alla disciplina quotidiana. Secondo il tecnico, il brasiliano non rappresentava un esempio positivo per il gruppo e finiva per trascinare alcuni compagni verso comportamenti poco professionali.
Da qui la decisione che fece scalpore all’epoca: favorire la sua cessione nel gennaio 2007. Capello ha spiegato che l’obiettivo era ristabilire determinati equilibri nello spogliatoio e costruire una squadra più compatta. Una scelta che, a suo giudizio, contribuì alla successiva rimonta del Real Madrid nella Liga, poi conquistata a fine stagione.
Capello, pur senza mettere minimamente in discussione il valore tecnico del Fenomeno, resta convinto che la sua partenza fosse necessaria per riportare ordine e competitività all’interno del gruppo.
“Era un giocatore straordinario, ma un leader negativo”:
una frase che sintetizza perfettamente il pensiero di Capello su uno dei talenti più grandi che il calcio abbia mai conosciuto.