Il commissario tecnico della Seleção è intervenuto ai microfoni di Espn, dove ha confermato il retroscena sulla chiamata di Maldini (ex direttore tecnico azzurro) che, in qualità di DT della Federazione italiana, lo aveva considerato per la panchina azzurra, ma l’allenatore di Reggiolo ha preferito mantenere l’impegno preso con il Brasile.
Le dichiarazioni arrivano dopo la scelta della Federazione di affidare nuovamente la guida dell’Italia a Roberto Mancini.
Il ‘no’ all’Italia
Intervenuto ai microfoni di ESPN, Ancelotti ha confermato il contatto con la Federazione italiana, chiarendo subito il motivo del suo rifiuto.
“Sono stato in contatto con la federazione italiana, ma non è stata una questione contrattuale, bensì di impegno. Ho preso un impegno non solo firmando un contratto, ma anche per il tempo trascorso qui e per come sono stato accolto. È un impegno che non voglio rompere. Voglio continuare a lavorare e dare il massimo per la nazionale brasiliana”,
ha dichiarato il tecnico.
Parole che confermano come la scelta non sia stata dettata da motivazioni economiche, ma dalla volontà di rispettare il percorso iniziato con il Brasile.
Brasile: missione rinnovamento
Nel corso dell’intervista Ancelotti ha affrontato anche il tema del rinnovamento della Seleção, spiegando che il ciclo di diversi senatori è ormai arrivato alla conclusione.
Tra questi ha citato anche Neymar (ormai ritiratosi) nei confronti del quale non è mancata una critica sul piano della preparazione fisica.
Secondo il tecnico italiano, il fuoriclasse brasiliano avrebbe potuto presentarsi al Mondiale in condizioni migliori, preparandosi con maggiore continuità per essere competitivo fin dalla prima partita e non soltanto nella fase finale del torneo.
Ancelotti ha infine confermato che il Brasile avvierà un importante ricambio generazionale in vista della Copa América 2028 e del Mondiale 2030.
L’idea è quella di affiancare ai giocatori più esperti una nuova generazione di talenti, già rappresentata da profili come Endrick, Estêvão, Rayan e Vitor Reis, senza però rinunciare completamente agli elementi di maggiore esperienza che potranno garantire continuità al progetto tecnico.