Demetrio Albertini si racconta in un’intervista alla “Gazzetta dello Sport”, nella quale ripercorre alcuni momenti della sua carriera con Milan, Barcellona e Nazionale Azzurra
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“Ho amato e discusso con tutti gli allenatori”
L’ex calciatore racconata i suoi trascorsi con la maglia del Milan, parlando deli rapporti con i vari allenatori: “Al Milan entrai a 11 anni e me ne andai a 31. Ho vissuto l’epoca doro coi colori rossoneri. Ho avuto ottimi rapporti con tutti i miei allenatori: Arrigo Sacchi era maniacale, studiava e mi parlava tattica, schemi, movimenti, spostava pedine sulla lavagnetta: era iperattivo, spinto da una passione rara. Di Fabio Capello ricordo i rapporti fantastici con i calciatori, aveva un’empatia unica pur non essendo un chiacchierone. Ho anche discusso con tutti gli allenatori che ho avuto. Con Carlo Ancelotti litigammo e mi uscì una frase molto forte, ma poi è tutto rientrato. Abbiamo un rapporto ottimo e lo stimo davvero tantissimo come tecnico“.
“A Barcellona trattato da re”
Racconta che nel suo periodo al Barcellona fu trattato benissimo: “Fui trattato da re. Lionel Messi sapeva tutto di me Addirittura il presidente Joan Laporta voleva organizzare il mio addio al calcio al Camp Nou. Lo pregai di sentirsi con Adriano Galliani e mettersi d’accordo. In quella partita, ricordo che quando segnò Marco Van Basten venne giù lo stadio. D’altra parte, quel Milan segnò un’epoca”.
“Aneddoto Finale Usa ’94”
Infine, svela un aneddoto relativo alla finale del Mondiale Usa ’94, che la Nazionale perse col Brasile alla lotteria dei calci di rigore: “Nella finale del Mondiale 1994 persa ai rigori contro il Brasile avevo 22 anni e tutta la carriera davanti, avevo l’incoscienza e la spensieratezza del più giovane del gruppo. Sacchi mi chiese se me la sentissi di calciare e io andai senza pensare, mentre c’era chi si nascondeva dietro alla panchina pur di non calciare. Non dirò mai i nomi, ma giocavano uno nel Milan e l’altro nell’Inter”. Ebbene, l’unico interista a quei Mondiali era Nicola Berti, mentre gli altri due del Milan che avrebbero potuto presentarsi dal dischetto rispondevano al nome di Paolo Maldini e Roberto Donadoni, il quale aveva già fallito un penalty contro l’Argentina ai Mondiali di Italia ’90 nella famigerata semifinale contro l’Argentina.