All’indomani della vittoria dell’Italia contro la Grecia, arrivano le riflessioni del ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, intervenuto a margine del WEmbrace Games, l’evento organizzato da Bebe Vio allo Stadio dei Marmi di Roma. Un’occasione per commentare il momento del calcio azzurro e guardare al futuro della Nazionale e dell’intero movimento.
Nessun indizio sul nuovo commissario tecnico
Tra i temi inevitabili c’è quello della panchina azzurra. Abodi, tuttavia, preferisce non sbilanciarsi sul possibile futuro di Silvio Baldini o sui nomi che circolano per la successione.
“Qualunque risposta sarebbe male interpretata”, ha dichiarato il ministro, sottolineando però come il percorso recente della Nazionale abbia lasciato in eredità valori importanti. “Lo spirito di Baldini e dei ragazzi scesi in campo deve essere d’ispirazione per chiunque arriverà. La passione, la voglia di stare in campo in un certo modo e di stringere i denti rappresentano un patrimonio da cui ripartire”.
Il futuro della FIGC e il nodo delle elezioni
Abodi è tornato anche sul tema della governance federale e sul percorso che porterà alle prossime elezioni della FIGC. Il ministro ha ricordato la richiesta avanzata a CONI e ANAC per chiarire alcuni aspetti normativi legati alla candidatura di Giovanni Malagò alla presidenza federale.
“Abbiamo fatto quello che ci è stato chiesto dal Parlamento. Ora aspettiamo che chi ha titolo esprima un parere. Noi stiamo facendo il nostro dovere, che è quello di raccogliere valutazioni e indicazioni”.
Fiducia nei giovani e spazio al talento
Il messaggio più forte, però, riguarda il futuro del calcio italiano. Per Abodi la vittoria contro la Grecia e i recenti successi delle selezioni giovanili rappresentano segnali incoraggianti da cui ripartire.
“Mi auguro che si faccia tesoro dell’esperienza. L’appuntamento elettorale è solo una tappa di passaggio, ma spero che da quel momento qualcosa cambi davvero”, ha spiegato il ministro.
L’obiettivo resta uno: riportare l’Italia ai vertici internazionali. “L’auspicio è tornare competitivi ai massimi livelli. Non tutto è sbagliato: la vittoria dell’Europeo Under 17 dimostra che il talento c’è. Dobbiamo avere il coraggio di valorizzarlo e di lasciargli spazio”.
Un concetto ribadito con forza da Abodi, convinto che il rilancio del calcio italiano passi soprattutto dalla crescita e dalla valorizzazione delle nuove generazioni, indipendentemente da chi sarà chiamato a guidare la Federazione nei prossimi anni.