Il clima sportivo a Trapani si è fatto incandescente nelle ultime ore del 2025. Valerio Antonini, presidente e anima dei progetti Trapani Shark (basket) e FC Trapani (calcio), è in rotta di collisione totale con le istituzioni cestistiche, minacciando un clamoroso ritiro immediato.
Il caos nel Basket: “Dobbiamo riavere tutto”
La tensione è esplosa dopo che il Tribunale Federale della FIP ha inflitto altri 3 punti di penalizzazione agli Shark, portando il totale a -8 in classifica. Non solo: lo stesso Antonini è stato colpito da una pesantissima inibizione di due anni. Al centro della disputa ci sono presunte irregolarità amministrative e blocchi ai tesseramenti che impediscono al club di registrare nuovi elementi e lo staff tecnico. La risposta del patron è stata durissima: attraverso un video sui social, ha lanciato un ultimatum definitivo alla Federazione, minacciando di non far scendere in campo la squadra nella prossima sfida contro la Virtus Bologna se non verranno restituiti i punti tolti. “Non partecipo più a questo imbroglio”, ha dichiarato, definendo la situazione un vero e proprio “accanimento persecutorio”.
Ripercussioni sul calcio: il rischio smobilitazione
L’allarme si è esteso rapidamente anche al FC Trapani. Sebbene i due club siano entità distinte, la gestione finanziaria e la leadership fanno capo esclusivamente ad Antonini, che ha già ventilato l’ipotesi di un disimpegno generale. Il presidente ha lamentato una scarsa risposta della città e delle istituzioni locali (in particolare il Sindaco), arrivando a dichiarare che “Babbo Natale è partito per la Finlandia” e che non investirà più un centesimo se non cambieranno le condizioni.
A complicare il quadro del calcio ci sono anche qui vicende legali: il TAR del Lazio ha recentemente respinto il ricorso del club contro una penalizzazione di 8 punti inflitta dalla FIGC per oneri contributivi non pagati. Il timore della piazza è che il crollo del progetto basket possa trascinare con sé quello calcistico, portando a una profonda revisione dei costi o, nel peggiore dei casi, alla cessione delle società.