In un calciomercato dominato dai grandi capitali, il cuore dei tifosi giallorossi torna a battere per una suggestione che avrebbe del clamoroso: il ritorno di Mohamed Salah nella Capitale. L’egiziano, che a Roma ha vissuto stagioni indimenticabili prima di consacrarsi leggenda globale al Liverpool, rappresenta il sogno proibito della dirigenza e della piazza. Tuttavia, nonostante il forte legame affettivo, l’operazione si scontra con una realtà economica ai limiti della sostenibilità per i parametri attuali della Serie A.
Il nodo cruciale non è solo il cartellino, ma l’impatto devastante che anche un semplice prestito di sei mesi avrebbe sulle casse del club. Tra la quota per il prestito oneroso e la copertura dell’ingaggio faraonico percepito in Premier League — che si aggira intorno ai 20 milioni di euro netti a stagione — il costo complessivo per portare “Momo” a Trigoria da gennaio a giugno toccherebbe quota 12 milioni di euro. Una cifra enorme per una soluzione temporanea, che richiederebbe uno sforzo finanziario senza precedenti o un aiuto sostanzioso da parte del club inglese.
Tatticamente, Salah sarebbe l’innesto perfetto per elevare la Roma a una dimensione internazionale, portando quei gol e quella velocità necessari per centrare l’obiettivo Champions League. Ma la “pazza idea” deve fare i conti con il bilancio: senza un’uscita pesante o una partecipazione del Liverpool al pagamento dello stipendio, il ritorno del “Re d’Egitto” rischia di rimanere un affascinante capitolo di fantamercato invernale.