Il tempo di Rafael Leao sta per scadere? La risposta richiede un’attenta analisi del suo ciclo milanista. Arrivato nel 2019 al Milan all’età di 20 anni, l’ambientamento nella Serie A non è stato dei più semplici.
Nella prima stagione in rossonero (2019-2020) ha totalizzato 6 gol in 33 presenze. Nella successiva 7 reti in 40 presenze, per poi raddoppiare le reti nella stagione 2021-2022 (l’anno dello scudetto milanista). Il record si è verificato nella stagione 2022-2023, con 16 reti in 48 presenze. Nell’ultima stagione a guida Pioli, 15 gol complessivi. Il dato scende a 12 nella scorsa stagione in cui si sono avvicendati Fonseca e Sergio Conceiçao sulla panchina.
A giudicare dai numeri e dai risultati sportivi, Leao ha reso al meglio durante l’era Pioli.
Il portoghese eccelle in due caratteristiche che sono invidiabili per chi ricopre il suo ruolo: fisicitá e corsa. Due qualitá che hanno fatto innamorare i tifosi milanisti, alimentando al contempo aspettative di un certo rango.
A detta di tutti, ha sempre dato la sensazione di non esser riuscito ad esprimere al meglio le proprie potenzialità. Leao ha infatti alternato prestazioni all’altezza a partite opache in cui ha peccato di superficialità e scarsa concentrazione. Lo stesso scoring in termini di gol segnati non permette di qualificarlo come un bomber (il portoghese non ha mai raggiunto la fatidica soglia delle 20 reti).
Le critiche al calciatore si sono intensificate all’indomani della sfida contro la Juventus che ha avuto luogo domenica sera. Leao è stato suo malgrado protagonista negativo, divorandosi una rete a pochi passi dalla porta, il tutto condito da una scarsa attitudine alla rincorsa ed al pressing sull’avversario (parzialmente giustificato peró dalle condizioni fisiche non ottimali).
La stagione corrente potrebbe rappresentare un crocevia: alla matura età di 26 anni e con un ingaggio da top-player (oltre 5 milioni), Leao deve dimostrare di meritarsi il Milan a queste condizioni.
In panchina c’è un allenatore di nome Allegri, il quale ha la nomea di saper gestire e valorizzare al meglio i campioni, ma è anche ricordato per la sua poca pazienza e tolleranza manifestazioni di scarso impegno e tentativi di protagonismo. “Leao, non mi fare inc*****e”, le parole pronunciate dall’allenatore di fronte a decine di migliaia di spettatori dello Juventus Stadium. Una frase eloquente che rappresenta la al meglio la situazione attuale del giocatore che, potremmo dire, è ufficialmente sotto esame.