Il Pisa di questa annata sportiva è esattamente l’esempio di ciò che non dovrebbe assolutamente fare una società di Serie A. Se davvero vogliamo alzare il livello del calcio italiano (cosa che oggi sembra una utopia), non ci dovrebbero essere più gestioni così fallimentari. E non è la bruciante sconfitta contro la Roma di venerdì sera che fa testo. Perchè perdere contro i giallorossi in piena rincorsa alla zona Champions League ci può anche stare. Quello che non sta in piedi è obiettivamente tutto il resto e parliamo dei miseri 18 punti conquistati in 32 partite. Ultimo posto in classifica, con una retrocessione praticamente già scritta da qualche mese. Con l’ex allenatore Alberto Gilardino si era visto almeno qualcosa nel gioco, nelle idee, nello spirito e nel morale: è stato coraggioso ad accettare una scommessa persa in partenza. Poi il cambio in panchina e via con l’ennesimo allenatore straniero, fra l’altro alle prime esperienze come Oscar Hiljemark, pescato da campionati minori, con il risultato che la situazione è peggiorata ulteriormente, senza appello. Tutto questo spendendo sul mercato la cifra importante di circa 30 milioni di euro. Addirittura 20 solo a gennaio, investiti senza logica su una collezione di stranieri sconosciuti ai più (e anche a noi della redazione sinceramente). Parliamo di una rosa composta per il 75% da giocatori stranieri. Ma questa è ormai (tristemente) la normalità del calcio italiano e ribadiamo che questa non è programmazione. Ma solo confusione, un modo di fare senza né arte, né parte. Se il Pisa, dopo ben 34 anni, torna in Serie A per fare questo disastro, tra scelte tecniche sbagliate e mercato senza criterio, meglio fare un campionato a 18 squadre, con più qualità e meno comparse. Scelta auspicata da tempo e da più parti. Chissà se la nuova Figc porrà rimedio a questa situazione che va avanti da anni e ha portato a tre eliminazioni mondiali consecutive. Il rischio, intendiamoci, è quello di abbassare inesorabilmente l’asticella. Bruttissima situazione per una piazza storica che poteva raccontare una bella pagina di calcio. Ma quando sbagli tutto, davvero tutto, le critiche non sono legittime e forse doverose per il bene del nostro calcio. Adesso l’augurio è che la formazione toscana finisca il campionato con dignità, lottando su ogni pallone e contro ogni squadra per salvaguardare l’integrità del nostro campionato.
Pisa, un fallimento tecnico ed economico
Nato a Lecce il 16/09/1972, dove attualmente vive e lavora.
Amante dello sport in generale, ex atleta di basket con un passato nel calcio.
Scrittore con alle spalle esperienza da articolista sportivo, collabora con la redazione goalnews24.it dal 2023, con focus specifico sul calcio internazionale.
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