Il Napoli di Antonio Conte deve fare i conti con altri due stop pesanti. Nonostante il primato in classifica, la pausa per le nazionali arriva come una boccata d’ossigeno per gli azzurri. Dopo le lunghe assenze di Lukaku e i problemi difensivi legati a Buongiorno e alle condizioni incerte di Rrahmani, anche Stanislav Lobotka e Matteo Politano si sono fermati durante la partita contro il Genoa di ieri sera, destando preoccupazione nello staff tecnico e tra i tifosi.
Entrambi sono stati costretti a uscire nel corso del match e le prime valutazioni non hanno lasciato sensazioni positive. Conte, intervistato da DAZN dopo il fischio finale, ha confermato che si tratta di problemi muscolari da verificare nei prossimi giorni.
Politano: affaticamento al bicipite femorale
Per quanto riguarda Matteo Politano, gli esami preliminari parlano di un affaticamento al bicipite femorale. Nulla di particolarmente serio, ma lo staff medico non intende correre rischi inutili. L’attaccante resterà a Castel Volturno durante la sosta per seguire un programma personalizzato di recupero. È già stato escluso dalle convocazioni dell’Italia (al suo posto Spinazzola) per le gare contro Estonia e Israele, con l’obiettivo di tornare al 100% per la ripresa del campionato, senza forzare i tempi di rientro.
Lobotka: fastidio all’adduttore e zona pubalgica
Stanislav Lobotka, invece, ha accusato un dolore all’adduttore e nella zona pubalgica in seguito a uno scivolone durante la gara. Il centrocampista slovacco sarà sottoposto a controlli strumentali nei prossimi giorni per stabilire l’entità dell’infortunio. Anche per lui è molto probabile la rinuncia alla convocazione con la nazionale della Slovacchia, così da restare a Napoli e proseguire il recupero insieme ai medici del club.
Rientro e gestione degli infortuni
Conte spera di poter contare nuovamente su entrambi i giocatori per la sfida contro il Torino, in programma sabato 18 ottobre, subito dopo la pausa. Tuttavia, l’intenzione è quella di non affrettare i tempi, anche in vista del big match con l’Inter del 25 ottobre. Mai come ora, la sosta arriva nel momento più opportuno.