Domani Antonio Conte farà rientro a Castel Volturno dopo una sosta di qualche giorno concessagli dal Presidente Aurelio De Laurentiis, all’indomani della disfatta di Bologna. Antonio Conte ha sentito il bisogno di staccare la spina, trascorrendo le ultime ore anche a Torino dove vivono alcuni familiari.
In sua assenza la squadra è stata affidata momentaneamente al fidato collaboratore Stellini. Quello tra Antonio Conte e Adl è un rapporto all’insegna della schiettezza e della lealtà, tra “uomini veri”, per usare il lessico recente utilizzato dal Presidente.
Meno chiaro é invece il rapporto con la squadra: i giocatori sono ancora con lui?
La domanda è legittima soprattutto a giudicare dalle parole dell’allenatore dopo Bologna-Napoli. Il tecnico è stato categorico e, pur facendo il rituale mea culpa, si è lamentato della scarsa volontà dei giocatori, lamentele che sono state pedissequamente ripetute anche durante la “confessione” del giorno dopo dinanzi al Presidente.
Conte, rottura con i giocatori? Le avvisaglie
I giocatori sono ancora dalla parte del mister? Domanda la cui risposta é molto difficile. Ci sono peró alcuni indizi su cui riflettere. La squadra è apparsa disorientata e non mancano dichiarazioni pubbliche rese da l’entourage di alcuni calciatori dirette a minare l’equilibrio dello spogliatoio. L’ultima in ordine temporale fa riferimento alle parole del procuratore di Lobotka, il quale con insolita spavalderia ha criticato l’operato dell’allenatore, il tutto avvenuto nel momento più delicato della stagione:
“Conte pretende molto, a volte in maniera esasperata. Stanislav sta bene in Italia, ma se il tecnico dovesse restare, credo che mi chiederà di valutare altre soluzioni. Un trasferimento estivo non è da escludere, dipenderà dalle offerte”.
Un altro segnale che non è passato inosservato é riconducibile alle reazioni di De Bruyne ad alcune sostituzioni avvenute a inizio stagione, la più eclatante quella contro il Milan. L’allenatore risolse il problema con un confronto diretto col calciatore, ma resta il precedente che denota tensione nello spogliatoio e insofferenza rispetto alle decisioni di Conte. La reazione del belga potrebbe infatti aver risvegliato i malumori repressi di altri senatori dello spogliatoio.
Napoli: Champions League spartiacque
Le esose aspettative del popolo azzurro e l’accanimento mediatico stanno logorando l’ambiente azzurro che é sotto pressione e rischia di finire schiacciato dalle critiche immancabili al primo passo falso. Attualmente l’emergenza vera é rappresentata dalla crisi di risultati in Champions: la mancata qualificazione potrebbe costare almeno 11 milioni di euro. Urge dunque un cambio di passo che consenta ai partenopei di invertire il trend negativo. Con 4 punti all’attivo, la strada è tutta in salita: Secondo una stima ragionevole, il Napoli avrà bisogno di circa 14-15 punti per entrare tra le prime 8 e qualificarsi direttamente agli ottavi. Mentre la soglia scende a 9-10 punti per entrare nei playoff (posizioni dalla 9ª alla 24ª).
Rinforzi in arrivo dal calciomercato invernale?
Difficile ad oggi prevedere nuovi innesti dal mercato invernale.
Il Napoli è peró in emergenza a centrocampo per gli infortuni di Anguissa e gli acciacchi di Lobotka. La strategia di mercato per il centrocampo porta ai nomi di Mainoo (Manchester United) e di Atta (Udinese). Anche l’attacco andrebbe peró rimpolpato: Lukaku e De Bruyne sono out e non é garantito il recupero definitivo e perdurante dei calciatori, considerata l’età avanzata dei due giocatori.