Una Juventus non bella manca il sorpasso sull’Inter nell’anticipo della sedicesima giornata di Serie A contro il Genoa.
Nella serata di Marassi, Alberto Gilardino opta per il 3-4-2-1 composto da Martinez – De Winter, Bani, Dragusin – Sabelli, Badelj, Frendrup, Vasquez – Malinovskyi, Messias – Gudmundsson.
I bianconeri si dispongono invece in campo con il il 3-5-2 targato Szczesny – Gatti, Bremer, Danilo – Cambiaso, McKennie, Locatelli,Miretti, Kostic – Vlahovic, Chiesa.
Nel primo tempo la Juventus passa in vantaggio grazie al rigore realizzato da Chiesa. L’episodio che porta al penalty in favore dei bianconeri è caratterizzato dall’errore grottesco di Badelj che sbaglia il controllo orientato servendo Vlahovic, il quale mette in porta Chiesa che salta Martinez e viene steso dall’estremo difensore del Genoa. Curiosa la scelta di Vlahovic che decide di lasciare a Chiesa la responsabilità di calciare il rigore al suo posto.

Nella ripresa il Genoa trova il pareggio al 48’: tocco di punta di Frendrup verso il centro dell’area dove Ekuban la stoppa di spalla e serve Gudmundsson che in spaccata anticipa l’uscita di Szczesny e infila in rete.
Allegri effettua dei cambi : Milik per Vlahovic e Iling Jr per Miretti. Spazio anche a Timothy Weah che rimpiazza Filip Kostić. Nel finale di gara il tecnico toscano si gioca anche la carta Ildiz al 87’. La Juventus va vicinissima al gol del 2-1 a pochi minuti dal triplice fischio finale con Bremer che sfiora la rete a pochi passi dalla porta sugli sviluppi di un corner. La Juve così manca l’ultima chance per conquistare i 3 punti.
Il triplice fischio finale interrompe la striscia positiva di vittorie dei bianconeri che perdono l’opportunità di sorpassare l’Inter che domenica scenderà in campo all’Olimpico di Roma contro la Lazio.