Si conclude con un pirotecnico 2-2 il “Derby dell’Appennino” tra Fiorentina e Bologna, un risultato che lascia l’amaro in bocca a entrambe le squadre per motivi diversi. I viola, davanti al proprio pubblico, riescono a compiere una rimonta in extremis da 0-2 a 2-2, agguantando un punto prezioso in ottica morale, ma che non basta a placare i malumori per un inizio di campionato difficile. Il Bologna, dal canto suo, spreca un doppio vantaggio che l’avrebbe proiettato in zona Champions, pagando a caro prezzo una gestione del finale di gara troppo rinunciataria. Le reti sono state siglate da Castro e Cambiaghi per gli ospiti, e da due calci di rigore trasformati da Gudmundsson e Kean per i padroni di casa.
Primo Tempo
La prima frazione di gioco ha visto un Bologna più intenso e concreto, mentre la Fiorentina è apparsa a tratti confusa e poco incisiva. Le occasioni non sono mancate, con i viola che hanno provato a rendersi pericolosi soprattutto con Gosens e Ranieri, ma è stato il Bologna a trovare il vantaggio al 25′ con Santiago Castro. L’attaccante argentino ha finalizzato con un tiro al volo una manovra insistita degli ospiti, trovando impreparata la difesa viola. La reazione della Fiorentina è stata flebile, limitata a una bella punizione di Mandragora parata da Skorupski. Il primo tempo si è chiuso tra i fischi del pubblico del Franchi per un 0-1 che non rendeva onore allo sforzo dei padroni di casa. Un episodio da Var ad inizio ripresa, un rigore inizialmente assegnato ai viola per un tocco di mano in area del Bologna e poi revocato dopo revisione, ha complicato ulteriormente l’umore della gara.
Secondo Tempo
La ripresa si apre con la doccia fredda del raddoppio bolognese. Al 52′, Nicolò Cambiaghi insacca dopo una palla messa al centro dalla destra, portando il risultato sullo 0-2 e mettendo la gara in salita per i padroni di casa. Il tecnico viola Pioli tenta il tutto per tutto con diversi cambi, inserendo Sabiri e Dzeko per dare una scossa all’attacco. La Fiorentina reagisce con veemenza e viene premiata al 73′: un fallo di mano in area porta al secondo rigore del match per i viola, che Albert Gudmundsson trasforma con freddezza, accorciando le distanze sull’1-2. Il Bologna, rimasto in 10 per l’espulsione di Holm (doppia ammonizione), arretra il baricentro, e la Fiorentina si riversa in avanti con tutte le sue forze. Nel pieno recupero, al 90’+4′, un nuovo fallo di mano in area, questa volta di Bernardeschi, regala ai gigliati il rigore del pareggio. Moise Kean si incarica della battuta e spiazza Skorupski, siglando il definitivo 2-2.
Conclusione
Il 2-2 finale è un mix di emozioni contrastanti. Per la Fiorentina è un punto guadagnato con il cuore e la determinazione, frutto di una reazione d’orgoglio nell’ultima mezz’ora. La rimonta però non nasconde le difficoltà incontrate per oltre un’ora di gioco e le polemiche che circondano la squadra per i risultati deludenti in campionato. Il Bologna, invece, può recriminare per i due punti persi a un soffio dal traguardo, frutto di un calo di concentrazione e di una discutibile gestione del doppio vantaggio, a maggior ragione in superiorità numerica fino all’espulsione di Holm. Un pareggio che muove la classifica per entrambe, ma lascia l’impressione che nessuna delle due sia uscita dal Franchi pienamente soddisfatta.