La Juventus è crollata sotto i colpi di Marc-Oliver Kempf e Nico Paz al Sinigaglia, nella settima giornata di Serie A 2025-2026. Una sconfitta che arriva all’indomani della pausa nazionali: non proprio il miglior modo per partire alla volta di Madrid, dove sfiderà il Real nella League Phase della Champions League.
La diagnosi del momento “no” in casa bianconera è tutt’altro che semplice, specie dopo un match molto complicato cha ha visto i bianconeri confrontarsi contro un Como affamato di vittoria che solitamente da filo da torcere a tutte le avversarie. Fatto sta che la Juventus viene da 3 giornate di campionato da dimenticare in cui ha raccolto soltanto 2 punti.
Non una sola la causa del declino, ma più concause, ognuna delle quali evidenzia la fragilità di un gruppo che, pur essendo ben allestito, fa fatica a trovare continuità. Potremmo infatti evidenziare il peso dell‘assenza di Bremer, punto di riferimento della difesa bianconera; potremmo poi disquisire sull’altalenante rendimento del centrocampo, sempre più disorientato e spesso con interpreti diversi; potremmo imputare la sconfitta all’inedito modulo (il 4-3-3); ci sarebbe da discutere sul perchè Tudor continui a schierare Koopmeiners, andando perfino contro il generale “sentir comune”; da analizzare inoltre il dato dei gol collezionati dagli attaccanti: nella classifica dei primi 10 marcatori della Serie A non c’è traccia di un giocatore bianconero.
L’aria che si respira nell’ambiente bianconero è pesante, e ciò è abbastanza naturale nel contesto di un club in cui la vittoria è l’unica cosa che conta. Ma, a differenza del passato, c’è qualcosa in più e che trapela nel linguaggio del corpo dell’allenatore, apparso (comprensibilmente) preoccupato ai microfoni di Dazn. Quella di oggi infatti, potrebbe essere una data spartiacque per quelle che sono le zone alte della classifica. Nelle prossime due trasferte, rispettivamente contro Real Madrid e Lazio, ulteriori risultati negativi porterebbero Tudor ad essere realmente in bilico.
“Partita difficile”
Tudor ha difeso la squadra: “Partita difficile contro una squadra organizzata. C’è stato un primo tempo alla pari, abbiamo fatto anche delle cose interessanti.”
“Difesa a quattro”
Polemiche anche sulla difesa a 4: “Non si sperimenta niente, questa cosa era il meglio per la squadra in questo momento.” Cosa si può migliorare? A questa domanda Tudor risponde: “Mi preoccupa sempre tutto, è la vita dell’allenatore, vince, perde, pareggia, bisogna essere preoccupati. Cosa si può fare meglio? Lo discuteremo negli spogliatoi”.