Il tecnico rossonero Massimiliano Allegri ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Milan-Torino, gara valida per la trentesima giornata di Serie A, descrivendo il duello tra Milan ed Inter e soffermandosi anche sulle tensioni tra Leao e Pulisic nel precedente turno contro la Lazio.
Sul futuro di Modric
Allegri parla del futuro di Modric, sperando che resti ancora in rossonero: “Modric è arrivato portando qualità tecniche del campione che è, ma soprattutto a livello umano e professionale nell’ambiente e nella squadra, in particolare per i giovani. A vedere un uomo con una passione per quello che ha è incredibile e questo crea entusiasmo e porta positività. Speranze che indossi questa maglia anche l’anno prossimo? Non ci ho parlato, lo faranno la società ed il direttore, dipende da lui.”
Tensione Leao-Pulisic
Sulle tensioni tra Leao e Pulisic durante la gara all’Olimpico contro la Lazio, persa per 1-0. L’attaccante portoghese è esploso al momento del cambio, tanto da rifiutare l’abbraccio di Allegri: era sì nervoso per la sostituzione, ma ce l’aveva anche con il compagno di squadra Pulisic per non averlo servito a dovere nell’area di rigore. Allegri ha detto la sua in merito a quanto accaduto: “Leao-Pulisic? Dopo una lite c’è sempre la pace. In momenti come questi sono cose che succedono. Bisogna solo restare sereni perché abbiamo una partita difficile prima della sosta. Se mi aspettavo che il loro rendimento insieme fosse maggiore? Hanno avuto una stagione con degli infortuni, ma ora arriva la fase determinante e conta fare bene gli ultimi 2 mesi. Cosa devono affinare insieme? Semplicemente vedere chi è smarcato: Pulisic non è che non voleva dargliela, non l’ha visto!”
Sull’attacco rossonero
Il tecnico livornese ha poi strigliato gli attaccanti del Milan, predicando una maggiore attenzione: “Non bisogna dimenticare che abbiamo Nkunku, Fullkrug e ora Gimenez: per giocare bisogna che ci si dia una sveglia, tutti. Insistere su Leao e Pulisic o dare una chance a Fullkrug? Se a 20′ dalla fine serve uno con quelle caratteristiche noi – finché non c’era Gimenez – ne avevamo solo uno, o te lo giochi prima o dopo. Da qua alla fine avere 5 attaccanti è molto importante“.
Sulla corsa Scudetto
Il Milan si è lasciato sfuggire un’ottima occasione per rubare terreno alla capolista Inter, uscendo sconfitta sul punteggio di 1-0 contro la Lazio. Nerazzurri a + 8 sui rossoneri, Allegri ribadisce che l’Inter è favorita per la vittoria del titolo:”L’Inter ha il destino nelle sue mani per lo Scudetto, noi per la Champions: dobbiamo concentrarci e vedere partita dopo partita, poi quando la matematica sarà la cosa più importante. Bisogna guardare avanti ma anche dietro, l’equilibrio è fondamentale. Finché non hai raggiunto un obiettivo devi restare concentrato, la partita col Toro è fondamentale perché 60 punti non bastano e bisogna fare un passettino in avanti. Senza strafare, con unico obiettivo i 3 punti”.
Il punto su arbitri e Var
Sul rapporto tra arbitri e Var: “Vogliono chiudere Open VAR etc? Meno cose si fanno e meglio è. C’è l’arbitro, sono anche bravi, lasciamoli fare. Tra VAR e direttore di gara c’è una linea sottile, bisognerà che trovino un’intesa tra loro e allora anche l’arbitro sarà più tranquillo, ma sono bravi e nelle ultime partite stanno facendo meglio. Bisogna lasciarli lavorare e i giovani devono fare esperienza”.
Sulla gestione del Milan
Sulla corretta gestione societaria del Milan: “In Italia non abbiamo la forza economica ora di poter competere con gli altri club d’Europa, basti vedere i fatturati delle altre e chi va in semifinale di Champions, ossia le più forti economicamente. Quando il margine d’errore è più basso devi essere bravo a costruire la squadra. Il Milan sta lavorando per essere competitivo e sostenibile, ormai una società di calcio è un’azienda, perciò è importante il lavoro di tutti con coinvolgimento e creando una filiera. Se non crei queste basi resti sempre in mezzo al mare”.
Sulla gestione delle giovani leve
Infine, sulle differenze tra i campionati esteri e quello italiano, nonchè sulla possibilità di dare più spazio ai giovani calciatori in Serie A: “Non bisogna denigrare il calcio italiano, noi abbiamo caratteristiche che sono quelle del nostro popolo. In Europa le partite sono più veloci, il campionato inglese è totalmente diverso, ma non è migliore o peggiore. Quando in Italia si dice che il gioco ristagna il lato positivo è che prevale l’aspetto tattico ed è più difficile segnare, non dobbiamo copiare altri Paesi che hanno una cultura differente, bisogna sistemare i settori giovanili, trovare formule diverse, ma bisogna fare e non dire prendendo decisioni, che sono la cosa più importante. Credo che dobbiamo preoccuparci del perché tanti bambini smettono presto e vanno a giocare altri sport, ad esempio il tennis. Lì c’è un lavoro dietro: basta fare le riforme”.