Il mondo della pallavolo italiana è in lutto per la scomparsa di Stefania Corna, morta mercoledì 7 ottobre all’età di 35 anni dopo una lunga malattia. Una notizia che ha colpito profondamente il movimento del volley e le tante società che, nel corso degli anni, avevano condiviso con lei una parte del suo percorso sportivo.
Nata a Bergamo il 5 novembre 1990, Corna era cresciuta nel settore giovanile della Foppapedretti, una delle realtà storiche della pallavolo italiana. Alta 192 centimetri, giocava nel ruolo di palleggiatrice, una caratteristica fisica non comune per una regista. Il suo talento era emerso prestissimo e già a 15 anni aveva iniziato il percorso nel Club Italia, disputando due stagioni in Serie B1, dal 2005 al 2007. Lascia il marito Alejandro Rizo Gonzalez, anche lui pallavolista. La famiglia ha accompagnato Stefania negli ultimi anni della sua vita, mentre una malattia che sembrava essere stata superata è tornata a manifestarsi.
Dalla Foppapedretti al grande volley
Dopo l’esperienza nel Club Italia, Corna era tornata alla Foppapedretti Bergamo, entrando nella prima squadra in Serie A1 nella stagione 2007-08. Un’annata speciale, perché la giovane palleggiatrice riuscì a conquistare la Coppa Italia, arrivando anche fino alla semifinale dei playoff scudetto.
Successivamente aveva proseguito la propria carriera in Serie A2 con Milano e Parma, prima di tornare nella massima serie con Pavia nella stagione 2010-11.
Il momento più importante arrivò però a Giaveno. Nella stagione 2011-12 Corna fu protagonista della cavalcata che portò la squadra alla promozione in Serie A1, un risultato che rappresentò una delle tappe più significative della sua carriera. L’anno successivo passò alla Pomì Casalmaggiore, quindi le esperienze con Montichiari e Scandicci.
Due Europei con l’Italia
Il suo percorso con la Nazionale era iniziato ancora prima dell’arrivo nel volley di vertice. Corna faceva parte di quella generazione azzurra capace di conquistare due titoli europei juniores, nel 2006 e nel 2008. Il sogno della Nazionale maggiore si realizzò il 7 giugno 2011, quando Corna debuttò al Montreux Volley Masters nella partita contro Cuba, terminata 3-1 per la nazionale caraibica.
Quella convocazione rappresentò il punto più alto del suo percorso azzurro: dalle giovanili della Foppapedretti al palcoscenico internazionale con la maglia dell’Italia.
L’esperienza all’estero
Dopo Scandicci, Corna aveva deciso di provare anche un’esperienza all’estero, trasferendosi in Svizzera al Kanti Schaffhausen. Nel 2015 era poi tornata in Italia, ripartendo dalla Serie B1.
Anche nelle categorie inferiori continuò a essere protagonista: con Cutrofiano arrivò un’altra promozione, questa volta dalla B1 alla Serie A2. Negli anni successivi aveva inoltre giocato in Tunisia con il Carthage e in diverse realtà italiane, tra cui Costa Volpino e Blu Volley Pesaro.
Una carriera lunga e articolata, dunque, che non si è esaurita con le esperienze in A1. Corna aveva continuato a giocare anche quando avrebbe potuto scegliere di fermarsi, portando la propria esperienza nei campionati inferiori e contribuendo alla crescita delle squadre in cui militava.
Il dolore di tutto il mondo del volley
Il cordoglio è arrivato immediatamente da tutta la pallavolo italiana. La FIPAV, attraverso il presidente Giuseppe Manfredi, i vicepresidenti, il segretario generale e l’intero Consiglio Federale, ha espresso la propria vicinanza alla famiglia. Anche la Lega Volley Femminile e i club che avevano avuto Corna tra le proprie fila hanno voluto ricordarla.
Particolarmente significativo il messaggio della Savino Del Bene Scandicci, che ha ricordato come Stefania abbia lasciato un segno nella storia del club e nel cuore di chi aveva condiviso con lei una parte della propria vita sportiva. Savino Del Bene Volley
I funerali si terranno venerdì 9 ottobre alle ore 10 nella chiesa di San Giorgio Martire a Boltiere.