L’undicesimo scudetto dell’Inter (1970-71) e il primo della Lazio (1973-74) portano la firma di Mario Frustalupi. Era il minuto e silenzioso regista in mezzo al campo (alto 1.66 cm per 66 kg), colui che dettava i ritmi e i tempi del gioco. Cervello fino, capiva un attimo prima degli altri dove andava la palla ed era sempre al posto giusto per riceverla. Personalità da vendere, non mollava di un millimetro e sapeva difendere e attaccare con la stessa intensità. Era nato a Orvieto (Terni) il 12/09/1942 in piena seconda guerra mondiale. Mosse i primi passi da calciatore nell’Orvietana, squadra della sua città, con la quale fece il suo esordio nella stagione 1957-58. Passò alla Sampdoria con la quale esordì in Serie A il 05/05/1963, a vent’anni, segnando un gol nella partita persa contro il Torino per 4-2. Dopo otto stagioni in blucerchiato lo sbarco all’Inter nel 1970 per sostituire Luisito Suárez. A Milano rimase due stagioni, ma il posto da titolare gli fu precluso dal tecnico Giovanni Invernizzi, senza poi contare che nel suo ruolo giocava la bandiera nerazzurra Sandro Mazzola; vinse lo scudetto e disputò la Coppa dei Campioni, al posto di Mario Corso, arrivando fino alla finale, persa contro l’Ajax Amsterdam, allo stadio di Rotterdam (2-0), nel 1972. L’anno successivo fu ceduto alla Lazio del presidente Umberto Lenzini e del leggendario tecnico Tommaso Maestrelli. Fu uno degli artefici del primo scudetto laziale nel 1974, giocando tutte le partite e guidando la squadra con il pilota automatico. Era la Lazio di Giorgio Chinaglia, Pino Wilson, Luciano Re Cecconi….Nel 1975 andò al Cesena portando la formazione romagnola al migliore piazzamento della sua storia nella massima serie, sesta, e alla qualificazione in Coppa UEFA. Nell’ottobre del 1977, a campionato iniziato, fu ceduto in Serie B alla Pistoiese, dove terminò la carriera ma portò gli arancioni, per l’unica volta, in Serie A nel 1980; aveva trentanove anni quando giocò l’unico campionato in massima serie della squadra toscana. In totale ha giocato 364 partite con 34 reti in Serie A e 123 e 6 reti in Serie B. Appese le scarpe al chiodo aprì una concessionaria Lancia, collaborando anche con la Pistoiese per la quale fu direttore sportivo e presidente nelle stagione 1988-89. La cosa divertente è che fu scartato da Fulvio Bernardini e Giuseppe Ferruccio Viani, detto Gipo per conto di Lazio e Milan. Ritroverà il primo anni dopo come allenatore, scherzi del destino. L’altro aneddoto da ricordare: arriva alla Lazio all’età di 32 anni e al posto dell’idolo Massa, tanto basta ai tifosi per accoglierlo freddamente: “E’ vecchio”, “verrà qui a svernare per poi attaccare gli scarpini al chiodo” dicono i sostenitori biancazzurri infuriati con la società e molto diffidenti. L’unica cosa che piace ai sostenitori biancazzurri è il suo cognome, che nella rivalità cittadina è tutto un programma…il resto è storia. Il 14/04/1990, mentre raggiungeva la famiglia in vacanza per la Pasqua a bordo della sua Lancia Thema, perse la vita in un tragico incidente stradale. La dinamica non fu mai chiarita, forse il guidatore della Golf che lo travolse perse il controllo dell’auto per la pioggia o per evitare un’altra auto o nel tentare una manovra spericolata: ad ogni modo quel veicolo finì sulla carreggiata opposta schiantandosi contro la macchina del campione. Insieme a lui perirono altre quattro persone, la famiglia Crivellari a bordo della Golf. Ci vollero ore per estrarlo dalle lamiere della sua auto andata in fiamme dopo l’urto. La corsa di Mario Frustalupi finì su quella strada verso San Salvatore Monferrato (Alessandria), ma cominciò la leggenda che narra di quel piccolo regista senza tempo e amatissimo dai compagni di squadra e dalla gente comune.
Storie, Mario Frustalupi il cervello di Inter e Lazio
Nato a Lecce il 16/09/1972, dove attualmente vive e lavora.
Amante dello sport in generale, ex atleta di basket con un passato nel calcio.
Scrittore con alle spalle esperienza da articolista sportivo, collabora con la redazione goalnews24.it dal 2023, con focus specifico sul calcio internazionale.
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