Nel 1955 Angelo Moratti divenne presidente dell’Inter. È l’inizio di un’epoca leggendaria per i colori nerazzurri.
Ma chi era davvero quest’uomo prima di entrare nella leggenda nerazzurra? Andiamo a ripercorrere la storia di questo personaggio.
Figlio di Albino Moratti, farmacista milanese, e di Gilda, Angelo perse la madre molto presto. Il difficile rapporto con la matrigna lo spinse ad allontanarsi da casa in giovane età.
Affidandosi solo al proprio ingegno e ad una tenacia fuori dal comune. A soli 16 anni cominciò a lavorare, facendo veramente di tutto.
Da semplice rappresentante di combustibili, arrivò addirittura a diventare produttore diretto, acquistando una torbiera e gettando le basi per un grande impero imprenditoriale.
Nel 1932 sposò Erminia Cremonesi, donna di carattere e interista sfegatata, che avrà un ruolo assolutamente chiave nella sua vita. Fu proprio lei a portarlo per la prima volta allo stadio.
La moglie raccontò: “Una volta lo portai allo stadio per una partita dell’Inter e da quel momento Angelo si innamorò pazzamente di questa squadra.”
Quel giorno non vide solo una partita…… Vide una passione. Un destino. Qualcosa che sarebbe stato poi consegnato all’eternità.
Da quel momento nacque l’uomo che avrebbe cambiato per sempre la storia dell’Inter. Un sogno che ha richiesto decisamente molta pazienza.
Quando Angelo Moratti acquistò l’Inter l’obiettivo era molto chiaro: renderla grande. Ma la strada fu tutt’altro che semplice come vedremo.
Ci vollero infatti otto lunghissimi anni per vincere il primo scudetto. In quel tempo cambiò addirittura ben sette allenatori, ma non perse mai la fede e la speranza.
Il momento della svolta arrivò dopo una pesantissima sconfitta in Coppa delle Fiere contro il Barcellona. Angelo Moratti, uomo d’azione, decise di andare alla radice del problema.
Prese una decisione che avrebbe segnato la storia: ingaggiare Helenio Herrera, l’allenatore dei catalani. Insieme a lui arrivò Italo Allodi, un visionario manager sportivo con il ruolo di direttore sportivo.
Da lì iniziò la costruzione della Grande Inter. Tra i giovani talenti lanciati, due nomi brillarono sopra a tutti: Giacinto Facchetti e Sandro Mazzola.
Figli della primavera che sarebbero diventati simboli eterni di quella maglia. Nel 1963 arrivò finalmente lo scudetto, il primo dell’era Moratti. Ma non era che l’inizio.
Con il Mago Helenio Herrera al timone e una squadra costruita con precisione chirurgica: da Giuliano Sarti in porta ad Armando Picchi in difesa.
Passando poi per Luis Suarez, Mario Corso, Jair, Sandro Mazzola e Joaquin Peiró, l’Inter dominò il calcio italiano, europeo e mondiale.
Nel 1964, allo stadio Prater di Vienna, l’Inter sconfisse il grande Real Madrid per 3-1 conquistando la Coppa dei Campioni. Seguirono due Coppe Intercontinentali, due scudetti e un’altra Coppa dei Campioni nel 1965.
La squadra di Angelo Moratti venne consacrata come la più forte al mondo. Però dietro ogni grande uomo, c’è spesso una grande donna.
E per l’Inter, Erminia Moratti fu più di questo: fu una guida silenziosa, una tifosa appassionata, una presenza costante ed ispiratrice. Senza di lei, forse, Angelo non avrebbe mai messo piede a San Siro.
E senza di lei, l’Inter non avrebbe vissuto una delle sue pagine più gloriose della sua lunga storia. Erminia è stata la signora dell’Inter. E il suo amore, come quello di Angelo, vive ancora oggi nei cuori di tutti gli interisti di ogni fascia di età.