Il fronte delle grandi leghe europee si compatta contro l’attuale modello di governance della FIFA: Premier League, LaLiga, Bundesliga e Serie A hanno diffuso una dichiarazione congiunta nella quale chiedono una riforma profonda dell’organizzazione mondiale del calcio e un maggiore coinvolgimento di tutti gli stakeholder nelle decisioni strategiche.
Una presa di posizione che arriva dopo mesi di tensioni sul ruolo della FIFA e, in particolare, dopo il caso FIFA Forward Enterprise (FFE), progetto successivamente ritirato.
Il nodo
Il punto centrale della contestazione riguarda la concentrazione di poteri regolamentari, commerciali e politici all’interno della FIFA: le leghe sostengono che l’attuale sistema non garantisca sufficienti contrappesi e che gli stakeholder direttamente interessati vengano spesso coinvolti soltanto in una fase consultiva.
Tra gli esempi citati c’è il Calendario Internazionale delle Partite (IMC):l’ampliamento degli impegni internazionali e dei periodi di interruzione dei campionati nazionali ha un impatto diretto sui club e sui giocatori, ma secondo le leghe le decisioni vengono assunte senza un coinvolgimento adeguato di chi deve poi gestirne le conseguenze.
Le quattro organizzazioni ricordano inoltre di aver presentato nell’ottobre 2024 un ricorso alla Commissione europea proprio sul tema del calendario internazionale.
Le tre richieste alla FIFA
La posizione comune si articola in tre punti fondamentali.
1. Un ruolo reale per leghe, club e calciatori
La prima richiesta è la creazione di un organismo permanente che rappresenti le principali componenti del calcio: federazioni, leghe, club e calciatori, sia nel settore maschile sia in quello femminile.
L’obiettivo è superare un sistema nel quale gli stakeholder vengono semplicemente consultati e garantire loro un ruolo effettivo nei processi decisionali. Secondo le leghe, l’accordo delle parti interessate dovrebbe essere necessario soprattutto sulle questioni che riguardano calendario, competizioni e rapporti di lavoro.
2. Decisioni basate su dati e valutazioni indipendenti
La seconda richiesta riguarda il metodo con cui la FIFA dovrebbe assumere le proprie decisioni.
Le quattro leghe chiedono che le principali proposte siano accompagnate da dati, motivazioni chiare e valutazioni d’impatto indipendenti, pubblicate prima dell’adozione delle decisioni. Le analisi dovrebbero considerare gli effetti su giocatori, club, leghe, tifosi e sviluppo complessivo del calcio.
L’idea è introdurre un processo più trasparente, nel quale possano essere valutate diverse alternative prima di arrivare alla decisione definitiva.
3. Separare la funzione regolamentare da quella commerciale
Il terzo punto riguarda il possibile conflitto tra il ruolo della FIFA come organismo che governa e regola il calcio mondiale e quello di organizzatore commerciale delle proprie competizioni.
Le leghe chiedono garanzie istituzionali più forti affinché la funzione regolamentare non venga condizionata dagli interessi commerciali. Viene inoltre richiesta una maggiore indipendenza degli organismi che si occupano di etica, controllo finanziario ed elezioni, con nomine, risorse e poteri realmente separati dalla presidenza e dall’amministrazione FIFA.
La richiesta dei 100 giorni
Ed è qui che entra in gioco la scadenza dei 100 giorni: Premier League, LaLiga, Bundesliga e Serie A chiedono ai candidati alla presidenza FIFA di impegnarsi, entro i primi 100 giorni del prossimo mandato, a convocare una Convenzione sulla Governance.
La convenzione dovrebbe essere guidata da una figura indipendente e comprendere rappresentanti delle federazioni affiliate e della più ampia comunità calcistica. Il mandato previsto è altrettanto preciso: presentare pubblicamente le proprie conclusioni entro sei mesi.
Non si tratta quindi di una semplice richiesta di modifica del calendario, ma di una proposta che punta a cambiare il funzionamento stesso dei processi decisionali della FIFA.
Il contesto: il caso FIFA Forward Enterprise
La presa di posizione arriva in un momento particolarmente delicato per la FIFA. Le quattro leghe fanno esplicito riferimento al progetto FIFA Forward Enterprise, poi ritirato, considerandolo un esempio delle criticità dell’attuale sistema di governance.
Il presidente FIFA ha riconosciuto la necessità di una riforma, ma per le leghe non sarebbero sufficienti interventi procedurali o modifiche di facciata: la richiesta è quella di una revisione più ampia, con confini più chiari tra le diverse funzioni dell’organizzazione.
Il calendario internazionale resta uno dei punti più delicati
Dietro la battaglia sulla governance c’è anche una questione molto concreta: quanto spazio deve avere il calcio internazionale all’interno di un calendario già estremamente affollato?
Le leghe sottolineano che soltanto una parte minima dei calciatori professionisti prende parte alla Coppa del Mondo, mentre il resto del sistema continua a funzionare attraverso i campionati nazionali. Quando le competizioni internazionali aumentano o si allungano le finestre dedicate alle nazionali, le conseguenze ricadono quindi anche sui club e sui tornei domestici.
È questo uno dei motivi per cui Premier League, LaLiga, Bundesliga e Serie A chiedono che le decisioni sul calendario non vengano prese senza il consenso e la partecipazione effettiva delle parti direttamente coinvolte.
Le elezioni FIFA del 2027
La tempistica non è casuale: le prossime elezioni presidenziali della FIFA sono previste per 18 marzo 2027. Secondo le informazioni riportate oggi, i quattro campionati chiedono quindi ai candidati di mettere nero su bianco il proprio programma di riforme e di assumere impegni precisi sulla governance.
Il messaggio delle quattro leghe è dunque rivolto direttamente alla prossima presidenza: entro i primi 100 giorni dovrà partire un processo formale di revisione della governance, con una convenzione indipendente e conclusioni pubbliche.
Il calcio europeo fa fronte comune
Premier League, LaLiga, Bundesliga e Serie A, quattro dei principali campionati professionistici europei, hanno scelto questa volta di parlare con una sola voce.
La richiesta non riguarda soltanto la gestione del calendario, ma il rapporto tra FIFA e sistema calcistico nel suo complesso: chi decide, con quali regole, sulla base di quali dati e con quali controlli.
Ora la palla passa alla FIFA e, soprattutto, ai candidati alla presidenza in vista del 2027.