Arkadiusz Milik rompe il silenzio e racconta il periodo più difficile della sua carriera. L’attaccante della Juventus, fermato da una lunga serie di problemi fisici che ne hanno condizionato il rendimento negli ultimi due anni, ha rivelato di aver vissuto momenti estremamente delicati anche dal punto di vista mentale.
Nel corso di un’intervista rilasciata in Polonia a Kanal Sportowy, il centravanti bianconero ha confessato di aver dovuto ricorrere all’aiuto di uno psicologo per superare una fase che lui stesso ha definito “un baratro”. Le continue ricadute e l’impossibilità di tornare in campo con continuità hanno lasciato segni profondi.
“Mi allenavo normalmente e all’improvviso correvo in bagno a piangere”,
ha raccontato Milik, spiegando come il calcio, da sempre rifugio e passione, in quel periodo non riuscisse più ad alleviare la sofferenza accumulata.
L’ex Napoli ha precisato di non voler parlare di depressione vera e propria, ma ha ammesso di aver attraversato mesi molto complicati, soprattutto tra l’inizio e la primavera del 2025. Un percorso che lo ha portato a chiedere supporto professionale per ritrovare equilibrio e serenità.
La sua testimonianza arriva dopo una lunga assenza dai campi. L’ultimo anno è stato segnato da interventi, riabilitazioni e continui stop che hanno rallentato il recupero dell’attaccante polacco. Già nell’estate del 2025 la Juventus aveva gestito la situazione con un rinnovo contrattuale fino al 2027, operazione che aveva consentito di spalmare l’ingaggio del giocatore e mantenere aperte possibili soluzioni future sul mercato.
Oggi Milik guarda avanti. Dopo aver toccato il punto più basso, l’obiettivo è tornare protagonista e lasciarsi alle spalle un periodo che, come lui stesso ha ammesso, lo ha messo duramente alla prova non soltanto come calciatore, ma soprattutto come uomo.
Le sue parole rappresentano anche un importante messaggio per il mondo dello sport: la salute mentale degli atleti è un tema sempre più attuale.