Durante il periodo del Covid, Ilicic è rimasto chiuso in casa senza poter vedere sua moglie ed il resto della sua famiglia. E’ questo il motivo della sua depressione: “Non sapevo se sarei tornato a giocare (durante il Covid, ndr), e quando sei chiuso in casa inizi a pensare. Sono stato 42 giorni a Bergamo senza la famiglia. Ho sofferto. I soldi, i contratti, non mi importava più di nulla. Non stavo bene. E le voci su mia moglie mi addoloravano. Mi aveva tradito? Falso. Ma si può pensare che avrei trovato mia moglie con un altro? Si è presa insulti incredibili. Perché non ho smentito? Mi avrebbero chiesto cosa avessi e come mai non fossi più io. Ma i familiari, gli amici e i compagni conoscevano la verità”.
l’Ex Atalanta ha inoltre svelato di aver ricevuto proposte economiche allettanti per raccontare la sua storia: “Mi hanno offerto soldi per raccontare la mia storia, ma i dettagli li tengo per me. Non sapevo se sarei tornato a giocare, e quando sei chiuso in casa allora inizi a pensare. Sono stato 42 giorni a Bergamo senza la mia famiglia”.
Il rapporto con Gasperini
Ilicic sul rapporto con Gasperini ai tempi dell’Atalanta: “Con Gasperini tra un allenamento e l’altro non riesci a dormire. Le gambe pulsano, sei stanco, ti viene da vomitare. Ma ti entra nella testa come nessuno. Ogni tanto con Gasp c’erano discussioni, ma quando uno si ama litiga“.
Il momento più bello
Sulla notte calcisticamente più bella, i quattro gol di Valencia con gli stadi ormai chiusi per il Covid. Ilicic racconta: “In molti mi dicono: ‘Ma se non fosse successo ciò che è successo, il Covid, la depressione e tutto, dove saresti arrivato?. Non lo so, ma saremmo arrivati in finale di Champions. Ero in uno stato di forma mai visto e non avevamo paura di nessuno. Viene il Real? Ok, ma dimostra che sei più bravo di noi. Questo era il nostro pensiero. E l’Atalanta, a Valencia, ha cambiato la storia del calcio. Siamo diventati un esempio. E nel frattempo il mondo iniziava a fermarsi, spegnendo la luce…“.
Il ritorno a Bergamo
Sul suo ritorno a Bergamo e l’accoglienza ricevuta:“Quando sono andato a vedere Atalanta-Real Madrid, nel 2024, pensavo che la gente si fosse dimenticata e invece i tifosi cantavano. Me lo disse anche Modric. ‘Non giocavi, ma lo stadio era tutto per te’. Con quel gruppo ci sentiamo ancora, anche se siamo sparsi per il mondo. Ci è mancato un trofeo, ma sono felice di aver visto l’Atalanta vincere l’Europa League del 2024. Quando avrò più tempo mi farebbe piacere rivedere tutti. Abbiamo fatto cose folli. Davvero folli“.
Sugli anni a Palermo
Sugli anni a Palermo: “Avevo un grande difensore: il presidente Zamparini. Era innamorato del mio calcio, come di quello di Pastore, di Miccoli, di giocatori che hanno sempre mostrato qualcosa di diverso. Mi proteggeva. Quando le cose non andavano bene mi invitava a casa, mi mandava a prendere con un aereo privato e mi diceva che aveva trovato l’allenatore giusto per me. Tempo un mese e l’aveva già mandato via. Con quella squadra avremmo potuto fare molto di più“.