Siamo ormai nella fase decisiva della Coppa Italia. In corsa per il trofeo sono rimaste quattro squadre: Como e Inter da un lato del tabellone, Lazio e Atalanta dall’altro, pronte a contendersi l’accesso alla finale attraverso le semifinali.
La prima sfida si è disputata martedì 3 marzo allo stadio Sinigaglia, dove Como e Inter non sono andate oltre lo 0-0 al termine dei novanta minuti.
L’altra semifinale, che mette di fronte Lazio e Atalanta, è in calendario mercoledì 4 marzo allo stadio Olimpico di Roma. Le gare di ritorno di entrambe le sfide sono previste nella seconda metà di aprile: solo allora si conosceranno i nomi delle due finaliste.
Resta però un interrogativo rilevante sotto il profilo economico: quali sono gli introiti per le squadre che riescono a spingersi fino all’ultimo atto della competizione? I numeri sono stati analizzati da Calcio e Finanza.
I ricavi complessivi della competizione
Secondo le stime, la Serie A ha generato circa 58 milioni di euro dalla vendita dei diritti televisivi legati a Coppa Italia e Supercoppa Italiana. Si tratta di cifre in aumento rispetto alla stagione precedente e, ancor più significativamente, rispetto ai precedenti cicli triennali, con valori che risultano più che raddoppiati.
L’incremento dei proventi ha avuto un impatto diretto anche sulla distribuzione del montepremi tra le società partecipanti, con quote percentuali assegnate in base al turno raggiunto.
Quanto vale l’accesso alla finale
Per Como, Inter, Lazio e Atalanta, il percorso fin qui compiuto ha già garantito circa 2,7 milioni di euro ciascuna. L’eventuale qualificazione alla finale comporterebbe un ulteriore premio minimo di 1,9 milioni di euro.
In questo scenario, ogni finalista arriverebbe a incassare almeno 4,6 milioni complessivi. La squadra che alzerà il trofeo potrà invece contare su 4,4 milioni di euro relativi alla gara conclusiva, per un totale di circa 7,1 milioni includendo anche i premi maturati nei turni precedenti.