La prima sconfitta del Mondiale arriva nel momento in cui pesa meno. Gli Stati Uniti cadono 3-2 contro la Turchia nell’ultima giornata del Gruppo D, incassando il gol decisivo al 98′, ma conservano il primo posto già conquistato con un turno d’anticipo grazie ai successi contro Paraguay e Australia.
Mauricio Pochettino sceglie un ampio turnover, lasciando in campo dal primo minuto il solo Weston McKennie tra i titolari abituali. Gli USA partono forte e sbloccano il risultato con Trusty, ma la reazione della squadra di Vincenzo Montella è immediata: Arda Güler ristabilisce l’equilibrio prima del sorpasso firmato da Orkun Kökçü.
Nella ripresa gli americani cambiano marcia. Sebastian Berhalter trova il 2-2 e i padroni di casa sfiorano più volte il gol della vittoria, trascinati anche dall’ingresso di Christian Pulisic. Quando il pareggio sembra ormai scritto, però, arriva la doccia fredda: in pieno recupero Kaan Ayhan svetta sul secondo palo e firma il definitivo 3-2 che regala alla Turchia una vittoria di prestigio, pur senza evitare l’eliminazione.
Per gli Stati Uniti resta qualche campanello d’allarme, soprattutto sul piano difensivo, ma anche la consapevolezza di aver chiuso il girone davanti a tutti. L’obiettivo principale era il primo posto e quello non è mai stato realmente in discussione.
Adesso il torneo entra nella fase decisiva. Il 1° luglio, a Santa Clara, gli USA affronteranno la Bosnia-Erzegovina nei sedicesimi di finale. Sulla carta è un incrocio favorevole, ma i bosniaci hanno conquistato la qualificazione come una delle migliori terze e arrivano con entusiasmo dopo il successo decisivo sul Qatar.
Per Pochettino sarà il primo vero esame da dentro o fuori: gli esperimenti sono finiti, ora servirà ritrovare la solidità mostrata nelle prime due uscite del Mondiale per continuare a inseguire il sogno davanti al pubblico di casa.