Il debutto del Gruppo G alla Coppa del Mondo 2026 regala emozioni forti e un verdetto inaspettato al Seattle Stadium. Il Belgio guidato da Rudi Garcia non va oltre l’1-1 contro un coriaceo e organizzato Egitto, al termine di una partita dai due volti. I Faraoni accarezzano a lungo il sogno dell’impresa grazie a un primo tempo di altissimo livello agonistico e tattico. Nella ripresa, tuttavia, la girandola dei cambi e il disperato assedio belga ristabiliscono l’equilibrio. Un punto a testa che muove la classifica ma lascia aperto ogni scenario nel girone.
Primo tempo: capolavoro Ashour e Faraoni meritatamente avanti
L’avvio di gara vede il Belgio cercare subito di prendere in mano le redini del gioco. Al 7′ è Kevin De Bruyne a spaventare la retroguardia africana con un violento destro dal limite dell’area che sibila fuori di pochissimo. L’Egitto però non si scompone, difende con ordine e punge in ripartenza sfruttando l’estro del solito Mohamed Salah. Al 19′ la partita si sblocca: Salah inventa una traccia perfetta per l’inserimento centrale di Emam Ashour; il centrocampista controlla sulla lunetta dell’area e fa partire un destro terrificante che fulmina Courtois per il clamoroso vantaggio egiziano. Il Belgio accusa il colpo, palesando grandi difficoltà nel servire De Ketelaere, spento nel ruolo di falso nove. Al 33′ i Faraoni sfiorano addirittura il raddoppio con un diagonale velenoso di Attia disinnescato in tuffo da Courtois. L’unica vera scossa dei Diavoli Rossi arriva nel recupero, ma Jérémy Doku spreca clamorosamente calciando alto da ottima posizione. Si va al riposo con l’Egitto meritatamente in vantaggio.
Secondo tempo: forcing belga, entra Lukaku e spacca il match
Nella ripresa Rudi Garcia ridisegna i suoi inserendo forze fresche a centrocampo, e il Belgio cambia decisamente marcia. Al 53′ una punizione magistrale di De Bruyne si stampa sul palo esterno a Shobeir battuto. L’Egitto replica cinque minuti più tardi con una clamorosa doppia occasione: Courtois compie un miracolo sul colpo di testa a botta sicura di Salah, prima che Ashour fallisca incredibilmente il tap-in. Al 66′ arriva la mossa che cambia la storia del match: fuori uno spento De Ketelaere, dentro l’idolo dei tifosi Romelu Lukaku. L’impatto del centravanti è a dir poco devastante: dopo appena venti secondi dal suo ingresso, su un cross teso proveniente dalla fascia destra, Lukaku si avventa come un falco sul pallone, costringendo il difensore egiziano Mohamed Hany a una sfortunata deviazione nella propria porta nel tentativo di anticiparlo. È l’1-1 che accende il Seattle Stadium. Nel finale il Belgio spinge a pieno organico a caccia della vittoria e all’83’ Mechele si vede negare la gioia del gol da un riflesso prodigioso di Shobeir. Nonostante gli assalti finali e i tentativi aerei del solito Lukaku, l’Egitto regge l’urto e porta a casa un prezioso pareggio.
Belgio tra luci e ombre, Egitto competitivo
Pareggio giusto per quanto visto a Seattle. Due squadre arrembanti, che hanno cercato a tutti i costi la vittoria, m che iniziano il loro percorso al Mondiale con un punticino a testa.