Allo stadio “Renato Dall’Ara” va in scena l’andata degli ottavi di finale di Europa League tra Bologna e Roma. In palio non c’è solo il prestigio di un quarto di finale europeo, ma la possibilità di ipotecare il passaggio del turno già tra le mura amiche. Per il Bologna, costruire un vantaggio solido al Dall’Ara è vitale prima di affrontare l’inferno dell’Olimpico; per la Roma, l’obiettivo è uscire indenne dalla trasferta emiliana per far valere la propria esperienza internazionale nel match di ritorno. Rossoblu che arrivano a questo turno dopo aver eliminato la formazione norvegese del Brann nei playoff; giallorossi che, invece, fanno il loro esordio nella fase ad eliminazione diretta, essendosi classificati nelle prime otto durante la fase a girone unico.
Primo tempo, Bologna-Roma 0-0: termina senza reti il primo tempo al Dall’Ara
Poche emozioni nei primi venti minuti. La prima occasione pericolosa la crea la Roma, con Zaragoza che, su assist di Malen, calcia in diagonale mancando di pochi centimetri la porta. La gara è molto spezzettata durante la prima frazione, con l’arbitro Sven Jablonski che interrompe ripetutamente. Il match stenta a decollare, con tanti errori tecnici sia da una parte che dall’altra. Bologna insidioso al 39′ con Bernardeschi che crossa sul primo palo con Svilar che anticipa di un soffio Pobega. Emiliani vicinissimi al vantaggio nel finale di frazione, con il colpo di testa di Casale che fa da sponda a Pobega che di prima intenzione calcia a lato.
Risultati finali, Bologna-Roma 1-1: Pellegrini risponde a Bernadeschi
Inizio di ripresa straordinario per il Bologna, che al minuto 49 sblocca il punteggio: Rowe effettua una grande azione servendo sulla sinistra Bernardeschi, che di prima intenzione e con il piattone trafigge Svilar: 1-0!
Immediata la risposta dei capitolini, con Malen che, servito da Rensch, calcia colpendo la parte esterna del palo. Insiste la formazione di Gasperini con Pisilli che, al minuto 58, calcia dal limite spedendo a lato. Non sta a guardare il Bologna, che al 65 flirta con il raddoppio con Rowe, che su sponda di Lucumi calcia alto da ottima posizione. Al 71′, però, è la Roma a pareggiare i conti: Joao Mario perde palla, ne approfitta Cristante, che serve Malen che a sua volta appoggia per Pellegrini, che a porta vuota spinge in fondo al sacco: 1-1!
Non sembra accusare il colpo l’undici di Vincenzo Italiano, che si proietta subito all’attacco, con la conclusione di Bernardeschi, che però calcia debolmente. Sul versante opposto, Pellegrini imbecca Malen che conclude trovando la deviazione fortuita di Casale, con la sfera che impatta il palo. Al minuto 84, giallorossi ancora insidiosi in area di rigore bolognese, con Ndicka che colpisce di testa, mandando fuori. Bologna pericolosissimo al minuto 88 con Vitik che anticipa Svilar sul piazzato di Lykogiannis, ma con la sfera che si infrange sulla traversa. Emiliani insidiosi anche in pieno recupero con il tiro di Pobega, che però non inquadra lo specchio.
Conclusione
Il triplice fischio di Jablonski sancisce un 1-1 che lascia tutto aperto, ma che profuma leggermente più di giallorosso in ottica ritorno. Il Bologna esce dal campo con il rammarico di chi ha accarezzato il sogno della vittoria, colpendo un legno nel finale che avrebbe potuto cambiare l’inerzia del doppio confronto. La squadra di Italiano ha dimostrato di poter giocare alla pari contro una big del calcio europeo, mettendo in mostra un Bernardeschi ispirato e una manovra sempre propositiva.
Dall’altra parte, la Roma di Gasperini conferma la sua scorza durissima nelle notti internazionali: pur soffrendo il dinamismo emiliano, i capitolini hanno saputo colpire nel momento di massima pressione, aggrappandosi al cinismo del proprio capitano, Lorenzo Pellegrini. Il legno colpito da Malen e la gestione del finale certificano che i giallorossi restano i favoriti per il passaggio del turno, potendo contare sulla spinta del proprio pubblico nel match di ritorno. Tra sette giorni, nella capitale, servirà la partita perfetta: un solo posto per i quarti di finale e novanta minuti (o forse più) ancora tutti da scrivere.