La stampa britannica non è stata tenera con Gareth Southgate a partire dall’esclusione di Jack Grealish. Scelta che ha sorpreso gli stessi giocatori in lista, tanto che i veterani sono andati a chiedere spiegazioni al c.t., ricevendo accurata spiegazione. In pratica il selezionatore ha preferito puntare su esterni veloci in attacco, chiamando Bukayo Saka e Phil Foden. Oltre a loro si alternano Anthony Gordon, Cole Palmer e Jarrod Bowen. Il gioco non ha convinto fin dalle amichevoli di preparazione e il cammino nel girone di qualificazione ha sollevato un vespaio di dubbi e polemiche. La sofferta vittoria con la Serbia nella gara di esordio e i pareggi con Danimarca e Slovenia avevano messo in mostra le difficoltà della squadra. Molti elementi sotto il proprio standard abituale di rendimento, gioco che scorreva poco fluido e soprattutto Jude Bellingham a disagio nel ruolo di mezzala. Il passaggio agli ottavi è stato salutato nel Regno Unito da previsioni nefaste per il proseguimento del torneo, con attacchi feroci all’allenatore. Toni aspri che hanno colpito il professionista e la persona, Gareth Southgate è stato un signore nel mantenere il profilo basso e a non fare polemiche sterili. Ha preferito concentrarsi sul lavoro, coadiuvato dal suo staff. In pochi hanno notato il carattere del gruppo, Harry Kane e compagni non mollano mai. La prova? Contro la Slovacchia, a un passo dal baratro, una testata del capitano ha rimesso tutti in carreggiata e una rovesciata di Jude Belligham al 95′ ha rimesso la Chiesa al centro del villaggio. Nonostante la vittoria, le critiche sono proseguite, con il c.t. a a fare da scudo alla squadra. Mossa che portato l’intera squadra dalla sua parte. Quarti contro la Svizzera, ancora una volta a un passo dalla caduta avviene la resurrezione: il subentrato Bukayo Saka in pochi minuti pareggia la rete di Breel Embolo. Si va ai rigori: la freddezza inglese ha la meglio e si va in semifinale. L’Olanda è tosta, va in vantaggio e viene ripresa da un rigore di Harry Kane. Nel finale il c.t. sorprende tutti: fuori proprio il centravanti e Phil Foden per Cole Palmer e Ollie Watkins. Proprio quest’ultimo buggera Stefan De Vrij e segna a tempo scaduto la rete che vale Berlino. La storia ricorda quella di Enzo Bearzot ai mondiali del 1982, di cui proprio oggi cade la ricorrenza….Il finale sarà lo stesso?