Frizione con l’Atalanta
Il rapporto tra Lookman e l’Atalanta si è incrinato a inizio agosto, quando l’attaccante ha rimosso dai social le foto in maglia nerazzurra, pubblicato un messaggio di addio e disertato per due settimane gli allenamenti. La società lo ha puniti isolandolo dal gruppo e facendolo allenare con sedute personalizzate a Zingonia, ma tale situazione sta per terminare. E così adesso resta da capire se al ritorno dalla nazionale il giocatore sceglierà di scusarsi e reintegrarsi, oppure di proseguire nella sua forzatura rischiando di restare fuori rosa per due anni.
I “no” ad Inter e Bayern Monaco
Nelle ultime settimane Inter e Bayern Monaco hanno provato a prelevarlo dall’Atalanta: i nerazzurri avevano offerto 40 milioni, rifiutati a fronte della richiesta minima di 45. I bavaresi hanno formulato due differenti proposte: un prestito oneroso da 5 milioni con diritto di riscatto fissato a 28, e successivamente un prestito secco da 10 milioni, soluzioni entrambe rifiutate.
Le piste Galatasaray e Arabia Saudita
Con il mercato italiano chiuso, le uniche possibilità residue sono all’estero. In Arabia Saudita la scadenza è fissata per l’11 settembre, mentre in Turchia la finestra si chiuderà il 12. Il Galatasaray appare il club più interessato: i giallorossi immaginano una coppia d’attacco tutta nigeriana con Osimhen, mentre anche il Fenerbahce segue la vicenda. Dalla stampa turca era emersa la voce di un’offerta da 55 milioni, mai concretamente presentata a Zingonia. La posizione della Dea è la seguente: niente prestiti con diritto o obbligo, ma soltanto un trasferimento a titolo definitivo a cifre congrue
Futuro del giocatore
Per Lookman, tre scenari possibili: convivenza con l’Atalanta, utile al club che ha bisogno di un esterno offensivo e al giocatore che deve mantenere valore in vista della Coppa d’Africa. Trasferimento last minute in Turchia o Arabia, ipotesi complicata dallo scarso gradimento del calciatore verso tali mete. Infine, l’esclusione definitiva dalla rosa, ipotesi estrema che porterebbe a una pesante svalutazione e a un braccio di ferro fino al 2027.