La Juventus continua a considerare Randal Kolo Muani il principale obiettivo per rinforzare l’attacco, ma la trattativa con il Paris Saint-Germain è entrata in una fase delicata. Dopo settimane di contatti e negoziati, la distanza economica tra i due club resta significativa e la sensazione è che i prossimi giorni possano risultare decisivi.
Il PSG non abbassa le pretese
Il nodo principale resta la valutazione del cartellino dell’attaccante francese. La Juventus ha presentato una proposta che si aggira intorno ai 30 milioni di euro, ma il PSG non ha alcuna intenzione di concedere sconti.
Il club parigino punta a incassare una cifra superiore ai 40 milioni di euro per dare il via libera alla cessione. Una distanza che, al momento, impedisce di trovare l’intesa definitiva.
Finita la corsia preferenziale per la Juventus
Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, nelle prime settimane della trattativa il PSG aveva concesso alla Juventus una sorta di corsia preferenziale, anche per ricucire i rapporti dopo le tensioni della scorsa estate.
Dopo oltre un mese di negoziati, però, lo scenario è cambiato. L’offerta bianconera è stata respinta e il continuo gioco di posizione tra le parti non ha portato ad alcun passo avanti concreto. Per questo motivo il Paris Saint-Germain ha deciso di non riservare più alcuna esclusiva alla Juventus: Kolo Muani verrà proposto anche ad altri club e saranno valutate eventuali nuove offerte.
La variabile “tempo”
Nonostante la situazione di stallo, i contatti tra le società proseguono e a Torino filtra ancora un cauto ottimismo. Il PSG è infatti consapevole che, dopo una stagione al di sotto delle aspettative, non sarà semplice trovare un acquirente disposto a soddisfare le richieste economiche del club francese.
La Juventus, però, ha fissato una linea ben precisa: la trattativa non potrà trascinarsi all’infinito. L’obiettivo della dirigenza è evitare di rivivere quanto accaduto la scorsa estate, quando la ricerca del centravanti si risolse soltanto nelle ultime ore di mercato, incorrendo però in errori che la società ha pagato a caro prezzo sul terreno di gioco.