PALLOTTA-FRIEDKIN: IL BRACCIO DI FERRO CONTINUA

PALLOTTA-FRIEDKIN: IL BRACCIO DI FERRO CONTINUA

30 Maggio 2020

Il braccio di
ferro

Sembrava tutto
fatto a inizio anno, quando i due magnati si apprestavano a definire i dettagli
del passaggio di proprietà. Poi il primo stallo della trattativa, comprovato
dal procrastinarsi della due diligence sulla galassia societaria che fa capo ad
A.s. Roma Spa. Successivamente, di nuovo
un riavvicinamento delle parti prima dello scoppio della pandemia, quando si
ragionava su una base di partenza di circa 700 milioni per la cessione.

Infine, l’ultima
offerta di Friedkin svelata da Gazzetta.it: 550 milioni di euro più altri 20
per le società controllate. Insomma, un’offerta al ribasso del 20% che dovrebbe
scontare l’effetto coronavirus (di fatto la nuova offerta rispecchia il ribasso
del titolo in borsa da inizio anno).

 La nuova offerta di Friedkin è stata
presumibilmente rispedita al mittente e Pallotta sembra essere intenzionato a
non cedere alle sirene (anche interne) che favoreggiano per la cessione.

Naturalmente, l’esito
della trattativa si intreccia con le questioni ancora irrisolte, tra tutte, la
faccenda dello stadio, il quale non è stato affatto accantonato e che può
tornare ad essere al centro del progetto sportivo della Roma di Pallotta. Un
segnale favorevole in tal senso potrebbe chiaramente cambiare la forza contrattuale
del Presidente in carica.

Inoltre, le
vicissitudini degli ultimi mesi sembrerebbero aver esposto finanziariamente la
società che, adesso, necessiterebbe di ulteriore liquidità (anche in vista del
calciomercato che verrà).

Ad ogni modo, quella di Dan sembrerebbe
essere l’ultima offerta ed il mese di Giugno sarà, in un senso o nell’altro, quello decisivo. 

Vox Populi

Da una parte vi
sono gli stakeholder direttamente chiamati in causa nella trattativa sulla
cessione, dall’altra ci sono le pressioni della tifoseria, il cui peso non è
mai da sottovalutare, anche con un Presidente come Pallotta che nelle ultime
vicende interne (vedasi la gestione dei casi Totti e De Rossi) non si è mai
fatto condizionare dalla “piazza”. Sicuramente i tifosi non hanno ancora
dimenticato la cacciata di Totti, così come non hanno digerito l’indebolimento
progressivo della rosa che, negli anni, è stata privata di giocatori molto
importanti.

In quest’ottica,il subingresso di un nuovo vertice societario potrebbe portare con se un clima di fiducia ed un progetto che, agli occhi dei tifosi, sarebbe più credibile del precedente.