Anche Zinedine Zidane ha preso la parola al Festival dello sport di Trento, rispondendo ad alcune domande poste da Walter Veltroni. Non solo Juve, ma anche i trascorsi al Real con Ronaldo “il fenomeno”. Ecco i principali argomenti trattati.
L’exploit alla Juventus
Zizou ricorda gli anni vissuti alla Juve. Erano gli anni ‘90 e la Juventus annoverava molti italiani, tra cui anche quello che sarebbe diventato un simbolo della “juventinità”: Alessandro Del Piero.
“Alla Juventus sono stati anni bellissimi. Sono arrivato dalla Francia dove il calcio non era così importante come alla Juve. Lì ho sentito che vincere era quello che bisognava fare sempre, sia in casa che fuori casa. Quando facevo una bella partita o un gol, magari tornavamo alle 3 o alle 4 del mattino, e l’Avvocato Agnelli mi chiamava alle 6 per farmi i complimenti. Del Piero è stato uno dei giocatori più forti in Italia. Ho avuto la fortuna di fare diversi anni con lui, Montero, Padovano, Vieri, Boksic. Ma Alex aveva qualcosa di particolare”
Poi l’omaggio a Lippi:
“Marcello è stato importante, quando sono arrivato in Italia era difficile per me, anche fisicamente. Mi hanno criticato, giustamente, ma lui ha sempre creduto in me e piano piano ho preso fiducia.“
L’addio alla Juve
”Eravamo a una cena di gala e c’era Florentino Perez che mi passò un biglietto, se volevo andare a Madrid. Avevo 30 anni e dopo 5 anni di Juve volevo cambiare”
Allenare la Juve?
Innanzitutto Zidane ammette di aver voglia di tornare ad allenare: “sicuramente un giorno tornerò ad allenare. Se sarà sulla panchina della Juve? Non è successo perché hanno fatto altre scelte e anche io, ma sempre la Juve è nel mio cuore, mi ha dato tanto quando sono arrivato. In futuro non lo so, la mia sensazione è che in futuro voglio allenare la nazionale ma vediamo”.
Su Ronaldo
Nel Real dei ‘Galacticos’ di cui era parte, Zidane vota Ronaldo: “Il giocatore più importante che ho incontrato è stato Ronaldo il brasiliano, quel che faceva in allenamento era pazzesco. Quello che faceva il Fenomeno in campo era incredibile, ti diceva ‘adesso ti faccio due tunnel’ e te li faceva”
Stregato da Yamal
“Ora c’è Yamal, mi piace quando tocca la palla. Il secondo tempo contro l’Inter, che in casa difensivamente è tosta, l’anno scorso è stato pazzesco, faceva di tutto da solo”.
Il ruolo cruciale dell’allenatore
“Per me l’allenatore è importante, conta per l’80%. Devi trasmettere energia. Io al Real avevo la certezza di vincere con loro, io trasmettevo la mia fiducia totale ai giocatori”.