Alessandro Nesta è stato ospite del programma “The Bsmt” condotto da Gianluca Gazzoli. Sono moltissimi gli aneddoti raccontati dal campione del mondo.
Nesta ha vinto praticamente tutto da calciatore dopo esser stato acquistato dal Milan il 31 agosto 2002 dalla Lazio, per la cifra di 31 milioni di euro.
Nelle 10 stagioni in rossonero ha infatti conquistato 2 scudetti, una Coppa Italia, 2 Supercoppe italiane, 2 Champions League, 2 Supercoppe UEFA e un Mondiale Fifa per Club. Unico trofeo (individuale) mancante è il Pallone d’oro, pur essendosi posizionato spesso tra i primi candidati (5º posto nel 2000).
La ciliegina sulla torta, infine, arriva nel 2006 con la Coppa del mondo vinta dalla nazionale azzurra di Marcello Lippi. Un traguardo che, peró, ha svelato il calciatore, non lo ha gratificato al massimo per via dell’infortunio che lo ha messo fuori gioco nelle partite della fase a eliminazione diretta, a partire dagli ottavi di finale contro l’Australia. Bruciano ancora quelle assenze nel cuore del calciatore.
L’infortunio nel mondiale 2006
Nesta racconta i suoi pensieri al momento dell’infortunio: “ho pensato, ancora….un’altra volta?”Il campione racconta di aver sin da subito percepito la gravità dell’infortunio che, nonostante i tentativi accelerati di recupero, non gli ha permesso di disputare le ultime partite del mondiale. Nonostante le 3 (su 6) partite disputate, Nesta ha dichiarato di essere rimasto fortemente deluso per non essere riuscito a essere protagonista come nei successi in maglia rossonera.
Nesta racconta poi le sue sensazioni durante l’estate del mondiale: “Avevo la sensazione che potevamo vincerla. A quel torneo era arrivato un gruppo forte e maturo mentalmente per vincere”.
Il Milan di Berlusconi
Alessandro Nesta racconta con dovizia di particolari l’accoglienza del Milan al momento del sul arrivo. Tutto era curato nei minimi particolari: “pensavano a tutto…Quando sono arrivato al Milan mi facevano scegliere casa e mi pagavano affitto, bollette etc. Pensavo ‘perché?’ Guadagnavo già tanto? Perchè al Milan dovevi avere zero pensieri, dovevi solo pensare a vincere e concentrare tutte le energie sull’obiettivo della vittoria.”
Ma in caso di sconfitta: “erano guai, neanche più i giardinieri ti parlavano a Milanello. Perchè anche a loro spettava un premio in caso di vittoria”
Continua: “Un altro presidente come Berlusconi non esiste, aveva cura delle persone, ricordava perfino i nomi dei genitori dei calciatori.”
Maldini e la regola del contrappasso
Parole di stima per Paolo Maldini:
“Se c’è una persona che ancora oggi mi mette soggezione è Paolo Maldini, nonostante ci conosciamo da moltissimi anni e siamo stati vicini di casa nelle vacanze a Miami”.
Inoltre, non fa mistero di aver mal digerito il suo allontanamento dal Milan come dirigente.
Nesta introduce poi un principio importante che regola il “passaggio di consegne” tra giocatori più esperti e giovani: ognuno ha bisogno dell’altro. Il più anziano sprona e bastona il più giovane ma entrambi ne traggono beneficio, il primo approfitta della freschezza atletica del secondo, e quest’ultimo impara. Così è stato tra Maldini e Baresi, tra Nesta e Maldini, così come tra Thiago Silva e Nesta.
Il problema degli stadi obsoleti in Italia
L’ex difensore ha avuto modo di dire la sua sull’arretratezza del sistema calcio italiano quanto a strutture sportive e stadi. “In Italia troppa burocrazia, negli Usa non c’è questa burocrazia, loro decidono e in un anno e mezzo hanno lo stadio”. Sul nuovo stadio di Milano: “giusto ripensare il San Siro, chi lo ha comprato ha fatto un affare perchè è costato poco, bisogna guardare avanti, i nostri stadi fanno….schifo”.
Il rifiuto della Roma e la trafila nella Lazio
Cresciuto in una famiglia di tifosi laziali, a Roma nel quartiere di Cinecittà, ricorda con orgoglio di essere riuscito a diventare capitano della squadra biancoceleste. L’aneddoto: “avevo 7 anni e mezzo e nella mia squadra di Cinecittà, per via dell’affiliazione, si tenevano solo provini con la Roma. Mio padre disse di no e mi portó al provino della Lazio a San Basilio, dove su 100 ne selezionarono due e uno ero io”.
La fascia di capitano arriva a 20 anni: “Fu Eriksson ad assegnarmela, ma non ero pronto e per di più ero tra i più giovani in una squadra che, ad esempio, annoverava veterani come Signori e Fuser”.
Lo scudetto con la Lazio
A proposito della vittoria dello scudetto arrivata nell’ultima giornata di campionato: “Una situazione molto strana. La Juve pareggió a Perugia nel nubifragio, a Roma splendeva il sole ma la distanza tra le cittá è di soli 130 chilometri. Io non giocavo ed ero in tribuna. Me ne andai prima ma mentre ero in macchina arriva la notizia del pareggio di Calori a Perugia. Retromarcia e di nuovo mi precipito all’Olimpico. Fu uno scudetto inaspettato, meritavamo di più quello dell’anno precedente: c’è la mano del signore”.
L’addio alla Lazio
Il club, sull’orlo del fallimento, vende Alessandro Nesta nel 2022: “non volevo lasciare la Lazio. Ma maturai l’idea che era necessario vista la situazione.Non percepivamo lo stipendio da 8 mesi e il club costretto ad a vendere”.
Il retroscena sui club pretendenti: “nell’anno precedente mi cercava la Juve, ma non volevo andarci. Poi l’Inter, ma dopo il 5 maggio sono scomparsi, così l’ultimo giorno di mercato fui ceduto al Milan<…> mi è andata bene perchè vinsi subito la Champions League”.
Ricordiamo che il 5 maggio 2002 la Juve vinse lo scudetto approfittando della disfatta dei nerazzurri contro la Lazio in cui militava anche Nesta.
Al Milan allenamenti più intensi
“I primi mesi ho fatto fatica perché gli allenamenti erano più intensi, si andava più forte rispetto alla Lazio. Intensitá competitivitá e velocitá a cui non ero abituato”
Sulla Nazionale
Nesta evidenzia la mancanza di campioni: “abbiamo tanti buonissimi giocatori, ma mancano quei due-tre campioni che alzano il livello. Ci vogliono giocatori come Yamal per la Spagna o come un tempo Totti, Pirlo, che alzavano il livello della nazionale azzurra”.