Il Napoli tricolore sembra un lontano ricordo, sepolto dal 6-2 di Eindhoven e dal k.o. di qualche giorno prima a Torino (1-0, ndr). La differenza è che contro i granata un pareggio o una vittoria non avrebbero fatto gridare allo scandalo (anzi), mentre il set point olandese fa male per come è maturato. Gli azzurri ieri sera sono partiti bene, tanto da trovare il vantaggio con McTominay (unica nota lieta della serata con la sua doppietta). Però nel prosieguo della gara dopo aver subito il pareggio e il raddoppio la squadra si è sciolta come neve al sole. La mediana si è liquefatta, esponendo la difesa agli assalti e alle ripartenze degli assatanati biancorossi di Bosz. A fine gara Conte appariva abbastanza dimesso, quasi impotente di fronte alla disfatta. Ha parlato di nuovi che si devono inserire con umiltà e di giocatori della vecchia guardia che devono ritrovare la “garra” che li portò a vincere il quarto scudetto. Non solo, ha anche chiosato: “i tifosi napoletani non devono essere presi per il culo”. E qui, ci preme sottolineare che non si riferiva al mercato o ai rapporti con il presidente De Laurentiis. Bensì, a quella frangia di giornalisti che dipinge la vittoria come un atto dovuto di fronte alla tifoseria, senza nessun occhio critico. La sensazione al momento è che qualcosa si sia rotto all’interno dello spogliatoio, che Conte si stia incartando nel dualismo fra Milinkovic-Savic e Meret, oltre a snaturare il gioco per fare coesistere McTominay, Lobotka, Anguissa e De Bruyne. Inoltre, l’assenza di Rrahmani si sta facendo sentire oltre misura, l’albanese è molto sottovalutato e invece è uno dei difensori centrali più forti d’Europa. Accanto a lui migliorano tutti, basti vedere le difficoltà di Buongiorno e Beukema (oltre al vetusto Juan Jesus). La soluzione per tornare la squadra che ha incantato nella scorsa annata potrebbe essere semplicemente quella di tornare all’antico: 4-3-3, fine del dualismo in porta e fiducia alla vecchia guardia. La sfida di domenica all’Inter sarà lo spartiacque di una stagione che comunque si preannuncia difficile.
Napoli, viaggio dentro la crisi
Nato a Lecce il 16/09/1972, dove attualmente vive e lavora.
Amante dello sport in generale, ex atleta di basket con un passato nel calcio.
Scrittore con alle spalle esperienza da articolista sportivo, collabora con la redazione goalnews24.it dal 2023, con focus specifico sul calcio internazionale.
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