Uno così, o si odia o si ama, non esiste una via di mezzo. Capita quando un allenatore è un vincente. È vero, spesso si lamenta della sua squadra, del mercato, addirittura della sua stessa società…Attacca arbitri, avversari, tifosi, media… tutti insomma. Ma la sua è semplice strategia comunicativa per lasciare liberi mentalmente i suoi ragazzi. E soprattutto non si tira mai indietro, è il primo a metterci sempre la faccia, soprattutto nelle sconfitte più pesanti come ad esempio quella di Eindhoven. Parliamoci chiaro: il campionato, anche quest’anno, sta prendendo una direzione ben precisa, che vedrà il Napoli giocarsi lo scudetto fino alla fine. E a nostro modesto avviso, le possibilità del quinto scudetto sono altissime. Questo nonostante abbia perso da tempo Amir Rrahmani (rientrato ieri contro il Como), il suo miglior difensore. Nonostante da diverse partite sia assente Stanislav Lobotka, il perno della squadra, il leader carismatico della mediana azzurra. Nonostante l’infortunio grave di Romelu Lukaku, che di fatto non ha mai giocato e che quando tornerà potrebbe fare ancora la differenza…Nonostante l’infortunio di Alex Meret, il portiere pluricampione d’Italia. Nonostante l’assenza di Rasmus Hojlund per diverse partite. E ora ha perso anche Kevin De Bruyne, il miglior giocatore della rosa. Nonostante Lorenzo Lucca abbia difficoltà di ambientamento. Nonostante Noa Lang stia avendo normali e fisiologici problemi d’adattamento. Il suo Napoli è sempre più primo in classifica nonostante una rosa piena di defezioni. Questo grazie ad un allenatore che fa sempre la differenza e incide sul campo come pochi altri allenatori al mondo. Il suo nome è Antonio Conte.
Napoli, l’arma in più: Antonio Conte
Nato a Lecce il 16/09/1972, dove attualmente vive e lavora.
Amante dello sport in generale, ex atleta di basket con un passato nel calcio.
Scrittore con alle spalle esperienza da articolista sportivo, collabora con la redazione goalnews24.it dal 2023, con focus specifico sul calcio internazionale.
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