La sosta per le nazionali e la vittoria casalinga con il Lecce hanno riportato il sereno a Milanello e nello stato d’animo di Ruben Amorim. Il tecnico portoghese era finito nel tritacarne dopo la sconfitta contro il Benfica. Critiche a vario titolo gli erano arrivate senza pietà. L’allenatore ha tirato dritto per la sua strada, insistendo sulle sue convinzioni, sostenuto dal proprietario del club. Joseph Gerard Cardinale lo ha scelto e gli starà accanto in ogni modo possibile, per dimostrare che la scelta è stata corretta. Nella giornata di ieri è intervenuto in sua difesa il noto giornalista Riccardo Trevisani. Ai microfoni di Cronache di Spogliatoio, ha speso parole importanti per il mister lusitano. Andiamo a leggere quello che ha detto: “Per me potrei aprire un fan club di Ruben Amorim. Un fan club su tutto: su come comunica, su come parla di calcio, su come vuole andare a spiegare le cose che succedono invece di parlare di cose di lana caprina, di robe inutili, di parole che non c’entrano niente. Lui parla di campo, ti parla di dove vuole andare a fare giocare la squadra, di come vuole farlo e delle difficoltà che ci sono. Ruben Amorim è uno abbastanza ‘hueveggiato’, cioè è uno che le possiede. Soprattutto ha avuto degli attacchi ridicoli nel corso delle settimane, perché il Milan ha perso con il Benfica (non con il Ludogorets, con tutto il bene) e in campionato è imbattuto. Sono quattro su venti le squadre imbattute: le due romane, la Juve e il Milan. Quindi, se è stato trattato come un coglione, è come abitualmente succede in questo Paese se un allenatore è giovane, giochista e straniero: è tipo dagli all’untore. Perché qua funziona vecchio, non giochista, italiano e amico, che sono le quattro cose che sono l’opposto di Amorim praticamente”. Il giornalista ha poi proseguito la sua analisi concentrandosi sugli aspetti tattici e sulle difficoltà fisiologiche legate al tempo necessario per assemblare un nuovo progetto tecnico: “Ruben Amorim è una persona che sta provando a costruire. Ha detto proprio una frase domenica: «Stiamo provando a cercare la squadra per esprimerci meglio». Ha provato i tre, ha provato i quattro, ha provato i mediani… Calma, ci vuole tempo, specialmente per chi lavora! Perché se tu non lavori, ti metti con il 4-4-2 e via. Se tu lavori, ci vuole tempo a costruire una squadra. Il Milan comunque, dopo un settimo posto in campionato, è lì bello carino, imbattuto, e prova pure a giocare a calcio, cosa che per me non sembrava possibile. Quindi che volete da Amorim? Si impegna, lavora, parla, spiega… Che problemi avete con Amorim? Perché avete problemi? Rispondo io, vengo io a fargli l’avvocato! Però, insomma, voglio dire…”. Una analisi lucida, contro i detrattori dell’ex Sporting Lisbona e Manchester United. Che mette a nudo i limiti di mentalità del calcio italiano, dove si pretende tutto e subito. Basti vedere che dopo cinque giornate sono già saltati due allenatori: Fabio Grosso e Giovanni Tedesco. E sulla graticola stanno Giovanni Stroppa, Carlos Cuesta e Daniele De Rossi. Un mondo che va troppo di corsa e non aspetta, se pensiamo che è stato criticato anche un grande allenatore come Luciano Spalletti e che a Bergamo hanno dubbi addirittura su Maurizio Sarri.