E chi, se non lui? Chi poteva risolvere i problemi del Milan all’Arena Garibaldi dopo il pareggio firmato dallo sconosciuto Loyola? Chi poteva sbloccare una serata complicata, proprio nel momento più difficile? Forse nella partita più cruciale della stagione, uno snodo nella corsa tricolore. A pochi minuti dal termine, con una freddezza glaciale. Una gara che si era messa in salita con il pareggio del Pisa e soprattutto il rigore sbagliato maldestramente da Füllkrug. La tensione che saliva, Allegri tarantolato in panchina e corroso dalla tensione. Il tempo che scorreva e le certezze che vacillavano. Poi, il lampo abbagliante del fuoriclasse assoluto. Il gol del campione senza tempo. Il marchio indelebile di chi è nato per comandare e decidere le partite che pesano. Una rete pesantissima, che permette al Milan di restare in scia nella lotta scudetto. Una rete da leader. Da trascinatore. O meglio: da leggenda. Il Milan vince a Pisa grazie al suo direttore d’orchestra, sempre in movimento per tutti i 90′ senza sosta. Alla sua guida tecnica e morale. A un calciatore che non gioca semplicemente a calcio: lo interpreta, lo insegna, lo disegna con la stessa naturalezza con cui altri respirano. È eleganza, intelligenza, personalità e soprattutto umiltà allo stato puro. È il tempo che rallenta quando il pallone passa dai suoi piedi. È la luce che si accende quando tutto sembra spegnersi. Signore e signori: ua maestà Luka Modrić. Colui che ha vinto sei Champions League con il Real Madrid e il Pallone d’oro.
Milan, leader Modric: la differenza in campo
Nato a Lecce il 16/09/1972, dove attualmente vive e lavora.
Amante dello sport in generale, ex atleta di basket con un passato nel calcio.
Scrittore con alle spalle esperienza da articolista sportivo, collabora con la redazione goalnews24.it dal 2023, con focus specifico sul calcio internazionale.
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