Mancata qualificazione al Mondiale
Gravina dichiara sulle sue possibili dimissioni in caso di mancata qualificazione degli Azzurri al Mondiale 2026: “Se la Nazionale non si qualifica alla fase finale dei Mondiali, non c’è una norma che mi impone di fare un passo indietro, ma farei delle riflessioni personali. A chi mi dice ‘vai a lavorare’ rispondo: se vado via io, riparte il calcio e vinciamo i Mondiali? Se ne avessi la certezza, sarei il primo a farmi da parte. Per questo sono un uomo sereno.”
Pochi giovani selezionabili dalla Nazionale
Gravina si sofferma sulla problematica che nel campionato italiano i club hanno pochi giovani selezionabili dalla Nazionale: “Ogni volta che la Nazionale commette un passo falso, immediatamente c’è l’indignazione popolare e si chiedono le teste. Ci sto, è il gioco dei tifosi. Ma noi continuiamo a cercare colpevoli senza renderci conto che la Figc non può imporre certe cose, ma soltanto sensibilizzare. Abbiamo ad esempio approvato una norma che permette di scorporare dal numeratore dell’indicatore del costo del lavoro allargato gli ammortamenti e gli stipendi degli Under 23 italiani. Rendiamo conveniente puntare sui giovani azzurri. Su 20 squadre di Serie A abbiamo soltanto 97 giocatori selezionabili, il 25% del totale, vi rendete conto? Le società di Serie A sono antagoniste della Nazionale? Oggettivamente lo sono, anche se involontariamente, ogni club guarda al proprio tornaconto”.
Questione stranieri
Sulla questione stranieri: “La Figc può solamente intervenire sugli extracomunitari, come ha già fatto, rispettando le quote assegnate dalla legge Bossi-Fini. È invece impossibile limitare il numero di stranieri comunitari, è contro le norme Ue che dalla sentenza Bosman in poi prevedono la libera circolazione dei calciatori. Puntare sugli italiani non può essere un obbligo, semmai deve diventare una vocazione naturale. Che si abbina agli investimenti sui settori giovanili e sulle infrastrutture”.
Riforma dei campionati
Gravina apre le porte ad una riforma dei campionati italiani: “Prima di marzo dobbiamo aprire il tavolo. La riforma dovrà essere radicale. In Italia abbiamo 100 società professionistiche rispetto alle 92 dell’Inghilterra, che ha due livelli di professionismo. Nella nostra Serie B il 35% del turnover surriscalda il sistema e lo indebita. Il concetto di mutualità tra le leghe ha una percentuale altissima in termini di divario. Non può ridursi tutto a Serie A a 18 sì o no, serve il consenso di tutte le leghe”.
Sul blocco del mercato della Lazio
Il club biancoceleste non ha rispettato l’indicatore di liquidità, cioè il parametro stabilito dalla Figc che vale per l’ammissione alle campagne trasferimenti ed è incorsa in un blocco del mercato: “Chi è il responsabile? È mancato il rapporto tra questo valore della produzione e il costo del lavoro, quindi pochi ricavi e costi troppo alti. Il risultato ha dato tre parametri non rispettati, così si è arrivati al blocco totale. Bastava davvero che Lotito mettesse 3 milioni di euro? Ma dai, siamo seri. Se andiamo dietro alla demagogia, non ne usciamo. Gli indicatori sono oggettivi e sono stati approvati a marzo del 2024, tutti conoscevano le regole del gioco e anche Lotito le ha votate. Ora l’indice di liquidità non conta più come prima? Guardate, io sono sempre stato per l’indice di liquidità ammissivo: se non rispetti il rapporto tra attività e passività correnti, non ti iscrivi al campionato.
Da Spalletti a Gattuso
Sull’esonero di Spalletti come Ct della Nazionale. Era giusto o meno farlo? “Andava esonerato prima di Norvegia-Italia? Io non l’avrei mandato via neanche dopo. Mi accusarono di non essermi presentato alla conferenza in cui il ct annunciò la fine del rapporto? Non è vero, ero lì. Ma essendo la conferenza Uefa della vigilia, non potevo intervenire. C’era un accordo? Sì, che alla fine di quella conferenza io e Luciano, insieme, avremmo annunciato la risoluzione. Mi ha anticipato, è crollato alla prima domanda. Non ha trattenuto la sua esplosione di rabbia, ma è stata una reazione da italiano vero. Ho perdonato tutti? Ma io non devo perdonare nessuno, però neppure dimentico”. Su Roberto Mancini: “Se è vero che Roberto Mancini si era proposto per tornare? È vero. Ci ho parlato. Aveva dato la sua ampia disponibilità”. Sulla scelta del nuovo Ct Gattuso: “Se il nuovo ct l’ho scelto io o Buffon? Nel Club Italia il dialogo è costante. A marzo 2025 avevamo già contattato Rino per coinvolgerlo: gli avrei affidato l’Under 21. Avremmo voluto a bordo anche Baldini. Così quando c’è stata l’occasione li abbiamo chiamati entrambi”.