I contatti ci sono stati e sono stati confermati. Paolo Maldini e Leonardo hanno incontrato Pep Guardiola per illustrargli il progetto della nuova Italia. Adesso la palla passa al tecnico catalano, chiamato a decidere se raccogliere quella che, probabilmente, sarebbe la sfida più particolare della sua carriera.
Se Guardiola dovesse scegliere l’azzurro, non lo farebbe certo per motivi economici. Dopo aver vinto praticamente tutto tra Barcellona, Bayern Monaco e Manchester City, la vera motivazione potrebbe essere un’altra: lasciare un’eredità diversa, contribuendo alla rinascita di uno dei movimenti calcistici più prestigiosi del mondo.
Ci sono almeno cinque motivi che potrebbero convincerlo a dire sì.
- Prima esperienza alla guida di una Nazionale
Guardiola ha rivoluzionato il calcio di club, ma non ha mai allenato una selezione nazionale. Portare il proprio calcio anche in un contesto completamente diverso rappresenterebbe una nuova sfida professionale, capace di completare un percorso già straordinario. Vincere con una Nazionale significherebbe aggiungere un tassello fondamentale a una carriera già leggendaria.
- Carta bianca per rifondare il sistema
È forse l’aspetto più importante. Guardiola non sarebbe chiamato soltanto a fare il commissario tecnico. La Federazione, con Maldini e Leonardo in prima linea, sarebbe pronta ad affidargli un ruolo centrale nella ricostruzione del calcio italiano. Dalla filosofia di gioco ai vivai, passando per la valorizzazione dei giovani e l’organizzazione dell’area tecnica, Pep avrebbe un’autonomia raramente concessa a un ct. Sarebbe il punto di riferimento dell’intero movimento.
- Conosce già lingua e cultura calcistica italiana
A differenza di altri allenatori stranieri, Guardiola partirebbe con un vantaggio significativo. L’esperienza vissuta in Italia da calciatore del Brescia e della Roma gli ha permesso di conoscere la lingua, la mentalità e le dinamiche del nostro calcio. Un bagaglio che faciliterebbe il suo inserimento e il rapporto con ambiente, stampa e giocatori.
- Poco da perdere e tutto da guadagnare
L’Italia arriva da anni estremamente complicati, culminati con tre mancate qualificazioni ai Mondiali. Le aspettative restano alte, ma il punto di partenza è inevitabilmente basso rispetto alla tradizione azzurra. Guardiola troverebbe un movimento in cerca di rilancio: qualsiasi progresso significativo verrebbe riconosciuto come il frutto del suo lavoro, mentre l’eventuale ricostruzione richiederebbe inevitabilmente tempo.
- Il sogno di lavorare con…
C’è infine un aspetto umano che non va sottovalutato. Guardiola ha sempre nutrito una profonda stima per Roberto Baggio, suo compagno di squadra ai tempi del Brescia. Il Divin Codino ha rappresentato per Pep una figura di riferimento dentro e fuori dal campo. L’idea di coinvolgerlo nello staff tecnico o nel progetto federale renderebbe questa avventura ancora più affascinante, unendo due icone del calcio in un momento storico per la Nazionale.
Adesso, però, tutto dipende da Guardiola. La Federazione ha scoperto le proprie carte, Maldini e Leonardo hanno illustrato un progetto ambizioso e il calcio italiano aspetta una risposta. Se arriverà il sì, non sarà semplicemente la nomina di un nuovo commissario tecnico: sarà l’inizio di una rivoluzione che potrebbe cambiare il volto dell’Italia per i prossimi anni.