Sta per essere ufficializzato l’addio all‘amministratore delegato della Juventus Damien Comolli: spazio dunque a nuove personalità. Giovanni Carnevali è considerato uno dei dirigenti più apprezzati del calcio italiano degli ultimi anni. Nato a Milano nel 1960, ha costruito la propria carriera prima come dirigente in club come Monza, Como e Ravenna , per poi fondare la società di marketing sportivo Master Group Sport. Nel 2014 è diventato amministratore delegato del Sassuolo, ruolo che ricopre tuttora.
Il modello Sassuolo
Sotto la gestione di Carnevali, il Sassuolo è diventato un modello virtuoso: scouting di giovani talenti, valorizzazione tecnica e rivendita a cifre molto superiori rispetto all’investimento iniziale. Questo approccio ha consentito al club emiliano di consolidarsi in Serie A e generare importanti plusvalenze.
I migliori affari di mercato
Manuel Locatelli
Probabilmente il capolavoro più noto. Il Sassuolo acquistò Locatelli dal Milan nel 2018, quando il centrocampista non era ancora esploso definitivamente. Dopo la crescita in neroverde, infatti, il giocatore è stato ceduto alla Juventus, generando una significativa plusvalenza.
Davide Frattesi
Arrivato dal settore giovanile della Roma, Frattesi è stato valorizzato dal Sassuolo fino a diventare uno dei centrocampisti italiani più richiesti. Nel 2023 Carnevali riuscì a mantenere alta la valutazione del giocatore (quasi 35 milioni di euro con le contropartite e accessori), prima della cessione all’Inter. L’operazione è stata considerata uno dei maggiori successi economici del club.
Altri affari degni di nota
Tra le operazioni più redditizie e rappresentative della gestione Carnevali vengono spesso citate anche le valorizzazioni di:
- Giacomo Raspadori, poi ceduto al Napoli;
- Gianluca Scamacca, venduto al West Ham;
- Jérémie Boga, passato all’Atalanta;
- Domenico Berardi, simbolo della crescita del club e spesso al centro di trattative milionarie.
Perché è così apprezzato
La reputazione di Carnevali deriva dalla capacità di negoziare con le grandi società italiane ed europee senza svendere i propri giocatori, mantenendo al tempo stesso la sostenibilità economica del club. Non a caso, negli anni il suo nome è stato accostato a società importanti come Milan e Roma per ruoli dirigenziali di primo piano.
La sfida bianconera
Se l’operazione andrà in porto, il dirigente milanese si troverebbe di fronte alla prova del nove. Dopo aver gestito piccole realtà provinciali, poi divenuti grandi, si troverebbe a gestire uno dei più importanti club della storia mondiale, con pressioni e aspettative del tutto diverse e condizioni poco inclini alla valorizzazione di talenti “in erba”, attività nella quale brilla da sempre.