Il calcio non è una scienza precisa, ma ci sono sere in cui il risultato dice tutto. Lo 0-3 di Udine non è solo una brutta sconfitta: è un segnale pesantissimo per una Fiorentina che sembrava destinata a ben altro. Vedere una squadra piena di talento finire così in basso in classifica non è solo una sorpresa, è un vero allarme per tutta Firenze.
I tre punti chiave della crisi
Il primo problema è il distacco tra il valore dei giocatori e ciò che fanno in campo. Sulla carta, questa Fiorentina è una squadra da Europa. In campo, però, manca la “fame”. Senza grinta, la tecnica serve a poco: la squadra sembra un gruppo di bravi musicisti che però non riescono a suonare insieme. A Udine si sono visti solo errori e poca voglia di lottare, campanello d’allarme che era già suonato nella gara di Conference League, dove la Fiorentina, forte dello 0-3 dell’andata, ha rischiato di farsi rimontare e di venire eliminata.
Lottare per non retrocedere quando sei “scarso” è normale; rischiare la Serie B quando sei forte è un incubo. I giocatori di alto livello non sono abituati alla “lotta nel fango” del fondo classifica. La pressione dei tifosi e di una città che vive per il calcio diventa un peso enorme se non hai la testa libera. La sconfitta in Friuli dice chiaramente che la paura ha vinto sulla ragione. Nonostante la Fiorentina sia riuscita a recuperare punti e a risalire dall’ultimo posto, la sensazione è quella di una squadra che, al momento bloccata nel limbo tra la retrocessione e la salvezza, non riesce a dare la sterzata definitiva per tirarsi una volta per tutte fuori dalla zona pericolante.
In un momento così, bisogna farsi delle domande serie:
Identità: Qual è la vera anima di questa squadra? L’impressione è quella di un gruppo di giocatori che, con ogni probabilità, non sono riusciti a creare quel feeling che, anche nei momenti di difficoltà, ti fa compattare e diventare solido e infrangibile di fronte agli urti che una stagione può provocarti.
Carattere: Perché il gruppo crolla alla prima difficoltà? Tutto ciò si riflette nel carattere della squadra, che al primo ostacolo sembra non voler uscire fuori, crollando immediatamente e distruggendo quanto di buono fatto nelle prestazioni precedenti. La discontinuità, inevitabilmente, rischia di diventare un’arma a doppio taglio nella rincorsa alla permanenza in Serie A.
Scelte: Il mercato ha comprato i giocatori che servivano davvero o solo nomi famosi? Per finire, nel mercato di gennaio si poteva, indubbiamente, fare di più. La Fiorentina sembra carente dal punto di vista dei calciatori che hanno quella personalità giusta ed utile ad affrontare il mare in tempesta. La società, naturalmente, deve rimproverarsi tanto.
Domenica ci sarà la sfida casalinga contro il Parma, squadra che attraversa un buon momento di forma: vincere sarà un obbligo, per evitare di dilapidare quanto di buono costruito nelle ultime settimane.