Federico Chiesa torna a parlare in una lunga intervista concessa alla ‘Gazzetta dello Sport’. L’esterno del Liverpool ha ripercorso gli ultimi mesi della sua carriera, segnati da un impiego limitato in Premier League e da una stagione molto diversa rispetto alle aspettative. Dalle difficoltà vissute in Inghilterra al mancato coinvolgimento nell’Italia, fino al doloroso addio alla Juventus, il classe 1997 ha affrontato tutti i temi più caldi del suo presente e del suo futuro.
Il problema Liverpool: “Ho giocato veramente poco”
Il primo argomento affrontato da Chiesa riguarda la sua esperienza in Premier League. Dopo un avvio incoraggiante, il minutaggio si è progressivamente ridotto fino a diventare quasi inesistente.
“Ero partito bene, con minuti e gol, ed ero contento. L’annata invece è terminata in maniera diversa da come me la sarei aspettata. Ma il calcio è anche questo. Dall’inizio del 2026 ho giocato veramente poco”.
Una situazione che, secondo il giocatore, non dipende da problemi nei rapporti con il club: “Col Liverpool ho un gran rapporto, a gennaio il club e Slot mi dissero che non potevo andare via, c’era bisogno di me anche per una questione numerica. Eravamo in emergenza. Ho capito la situazione e sono rimasto col sorriso”.
Chiesa, però, non nasconde che la mancanza di continuità rappresenti oggi il principale problema della sua carriera.
“Voglio giocare, se non trovo continuità in Premier la devo cercare altrove. Il primo anno di Liverpool non ho praticamente giocato e nell’ultimo poco e nulla. Sono aperto a tutto, l’importante è giocare”.
L’Italia e i playoff mancati: “Giocando così poco non vado da nessuna parte”
Le poche presenze accumulate con il Liverpool hanno inevitabilmente inciso anche sul percorso in Nazionale. Chiesa non cerca alibi e riconosce come la mancanza di minuti abbia pesato sulle scelte del commissario tecnico.
Alla domanda sul mancato coinvolgimento nelle gare playoff degli azzurri, l’esterno è stato molto diretto:
“Voglio tornare protagonista, ma per riuscirci devo fare più di mille minuti a stagione nel mio club. Giocando così poco non vado da nessuna parte”.
Parole che testimoniano la consapevolezza del giocatore, deciso a rimettersi in discussione per riconquistare un ruolo centrale anche con la maglia della Nazionale.
Lo strappo con la Juventus: “Mi dissero che non servivo”
Uno dei passaggi più forti dell’intervista riguarda il suo addio alla Juventus. Chiesa nell’estate del 2024 è stato letteralmente scaricato da Thiago Motta ed è tornato sulle ultime settimane vissute in bianconero, raccontando la sua versione dei fatti.
“Mi piacerebbe tornare in bianconero. Io non me ne sarei mai andato. Si è anche detto che pretendessi molti soldi, ma la verità è un’altra: non mi è mai stato offerto il rinnovo. Non ne abbiamo nemmeno parlato”.
Poi il passaggio più duro:
“Giuntoli e Thiago Motta mi hanno detto: ‘Fede, non ci servi: trovati una squadra’”.
Parole che fotografano la rottura definitiva consumatasi nell’estate del suo trasferimento al Liverpool. Nonostante tutto, Chiesa non sembra portare rancore e continua a conservare un forte legame con il club torinese.
Il rapporto con Spalletti e il sogno di tornare alla Juve
Tra i temi affrontati c’è anche il rapporto con Luciano Spalletti, tecnico che Chiesa ha avuto modo di conoscere in Nazionale e che oggi guida la Juventus.
“Con l’arrivo di Spalletti, che ho avuto il piacere di conoscere in Nazionale, avevano di nuovo equilibrio”.
L’attaccante ha poi ribadito il proprio affetto per i colori bianconeri e non ha nascosto il desiderio di un ritorno futuro (a gennaio si era aperta questa possibilità).
“Mi piacerebbe tornare in bianconero. Io non me ne sarei mai andato”.
Per il momento, però, la priorità resta una sola: ritrovare spazio e continuità, al Liverpool o altrove.