Non è mai facile quando tutti i riflettori sono puntati su di te. L’Egitto, spinto dal boato incessante dei propri tifosi, ha iniziato il suo cammino in Coppa d’Africa con una vittoria sofferta ma fondamentale. Un 2-1 in rimonta contro uno Zimbabwe solido e mai domo, che ha messo a nudo alcune fragilità difensive dei padroni di casa, ma ne ha anche esaltato la forza mentale.
Primo Tempo: Il gelo per gli egiziani
L’avvio di gara è un monologo egiziano fatto di possesso palla e verticalizzazioni improvvise, ma la precisione manca negli ultimi sedici metri. Lo Zimbabwe, però, non vuole fare la vittima sacrificale. Organizzati in un 4-4-2 compatto, i “Warriors” attendono il momento giusto per colpire. Al 20′, il gelo cala sui tifosi egiziani: su una ripartenza fulminea, la difesa egiziana si fa trovare impreparata e lo Zimbabwe trova il vantaggio con un diagonale chirurgico di Dube che batte il portiere sul secondo palo. L’Egitto accusa il colpo, apparendo nervoso e impreciso fino al duplice fischio dell’arbitro. Si va negli spogliatoi con lo spettro di un debutto fallimentare.
Secondo Tempo: La riscossa dei Faraoni
Nella ripresa entra in campo un altro Egitto. Più aggressivo, più alto, trascinato dalla proprie stelle e da una manovra molto più fluida sulle fasce. Il pareggio arriva quasi subito: una combinazione rapida al limite dell’area libera l’attaccante Marmoush che, con freddezza, insacca sotto la traversa facendo esplodere l’arena. Rinvigoriti dal gol, i Faraoni assediano l’area avversaria. Lo Zimbabwe barcolla ma regge l’urto, finché in pieno recupero la pressione diventa insostenibile. Su un cross teso dalla destra, un inserimento perfetto sul secondo palo di Salah permette il tocco che vale il sorpasso. Il 2-1 è un mix di tecnica e pura forza di volontà. Gli ultimi minuti sono di gestione intelligente del cronometro, fino al fischio finale che sancisce i primi tre punti del torneo per i Faraoni e favoriti del Gruppo B.