Duello verbale tra Thiago Silva e Carlo Ancelotti, che mette al centro l’età anagrafica dei giocatori del Brasile. A suscitare le perplessità del difensore brasiliano 41enne sono state le convocazioni in vista delle amichevoli contro Australia ed India, nelle quali Carlo ha messo da parte tanti giocatori con maggior esperienza puntando maggiormente sui giovani.
Thiago Silva: “Non si può escludere per l’età”
La posizione di Silva è chiara: non dovrebbe essere l’anagrafe a stabilire se un calciatore merita o meno la convocazione, ma le prestazioni offerte in campo e le condizioni fisiche. Dopo Fluminense-Platense, l’ex difensore di Milan, PSG, Chelsea e Porto ha commentato duramente a Radio Tupi:
“Volete che menta o che dica la verità? Non si può escludere qualcuno che ha 31, 32 o 33 anni. Io sono andato ai Mondiali a 41 anni. Non si può escludere chi è in un buon momento”.
Un messaggio che assume un significato particolare proprio perché arriva da un giocatore che ha costruito una carriera straordinaria arrivando a competere ai massimi livelli anche in età avanzata. Silva ha continuato a giocare ad alto livello ben oltre la soglia considerata normalmente compatibile con una carriera internazionale.
Ancelotti risponde: “Maggior spazio ai giovani”
Ancelotti, dal canto suo, ha spiegato la necessità di dare maggiore spazio ai giovani, soprattutto in questa fase di costruzione della squadra.
Tuttavia, il principio non è da intendere in maniera assoluta, tant’è che il Ct verdeoro terrà comunque in debita considerazione le prestazioni offerte dai giocatori più esperti. In conferenza infatti ha dichiarato:
“Una cosa è certa. Il giocatore di 34 o 35 anni non ha un futuro, è il presente. Se un giocatore di quell’età è pronto per disputare una competizione importante, sarà convocato in Nazionale. Ma ora la priorità è proprio questa: dare spazio ai giovani”.