Il cantiere del Catania edizione 2026/27 è ufficialmente aperto, ma la strategia societaria appare, per ora, un delicato equilibrio tra la prudenza finanziaria e l’urgenza di costruire un gruppo pronto a vincere. Se l’interesse per Ferdinando Del Sole trova riscontri concreti — con il dirigente rossazzurro che punta forte su un giocatore già valorizzato in passato per dare imprevedibilità e concretezza alla manovra offensiva — lo stesso non si può dire per altri nomi circolati.
Le voci che vorrebbero il Catania su Riccardi (Siracusa) e Viscardi (Benevento) suonano più come speculazioni estive o sondaggi di routine che come operazioni in fase avanzata. Sorge spontaneo chiedersi: è davvero questa la strada giusta? Entrambi sono profili giovanissimi, la cui crescita è ancora tutta da monitorare. Puntare su elementi di prospettiva è un esercizio virtuoso per le casse di un club, ma per una piazza che deve riscattare le delusioni recenti, il rischio di “scommettere” troppo sulla linea verde potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio.
Il Catania ha bisogno di leader e di giocatori che conoscano già le pressioni di un campionato difficile come la Serie C. Mentre Del Sole rappresenta un profilo di categoria, rodato e funzionale al gioco del tecnico Emilio Longo, l’accostamento a giocatori ancora in cerca di una definitiva maturazione calcistica appare, per il momento, una notizia da prendere con le molle.
La tifoseria, legittimamente, attende colpi che garantiscano il salto di qualità immediato. Se da un lato è apprezzabile la volontà di scandagliare il territorio e i campionati minori, dall’altro la dirigenza dovrà essere brava a non perdere di vista l’obiettivo principale: consegnare all’allenatore una spina dorsale solida, capace di reggere l’urto di una stagione in cui non sono ammessi passi falsi. Ad oggi, resta più fumo che arrosto riguardo ai giovanissimi accostati, mentre la trattativa per Del Sole rimane l’unico vero dossier caldo sul tavolo del mercato etneo.