Reggiana – Südtirol sarebbe potuta essere una normale partita di Serie B. Successo netto degli ospiti (0-4 ndr), una delle squadre più in forma del momento e guidata da quel santone di Fabrizio Castori. Invece, è destinata a passare alla storia per altro, purtroppo. Per il fair play di Tommaso Fumagalli, ma anche e soprattutto per la sfortuna di Alessio Cragno. La speranza degli appassionati di calcio è che quel gesto spontaneo dell’attaccante, che non ha proseguito un’azione con la porta sguarnita dopo che il portiere avversario era crollato a terra, è che questa non passi alla storia come l’ultima istantanea dell’estremo difensore fiorentino su un campo da calcio come giocatore. L’attaccante della Reggiana ha agito d’istinto sul punteggio di 0-1 e questo gli fa un grande onore. In tanti avrebbero fatto come lui, magari qualcun altro no, ma certo il fatto che a fermarsi fosse stato il portiere e non un giocatore di movimento ha reso quasi meccanica la decisione di non proseguire l’azione. Ciò che importa, però, è il futuro agonistico di Alessio Cragno. A 32 anni il portiere prodotto del vivaio del Brescia è incappato in un’altra lesione al tendine d’Achille, dopo essersi appena messo alle spalle un’assenza di 8 mesi per lo stesso infortunio. Fa male. Si tratta di uno dei problemi più seri che possa capitare ad un calciatore e ad uno sportivo in genere. La tipologia dell’infortunio era purtroppo apparsa chiara fin da subito a tutti, al giocatore stesso e ai suoi compagni. Quella sensazione di pizzicata nella parte posteriore del piede, come se qualcuno avesse fatto mancare all’improvviso l’appoggio. La carriera, e la vita, di Alessio Cragno non sono state semplici. In un calcio in cui bastano poche buone partite per venire spacciati per fuoriclasse, 5 ottime stagioni da titolare a Cagliari in Serie A gli permisero (già in Under 21 si era trovato di fronte un certo Gianluigi Donnarumma), di entrare nel giro della nazionale, dove ha disputato due partite, la prima delle quali nella sua Firenze, sfiorando addirittura la convocazione per Euro 2021. Alessio Cragno è un portiere d’altri tempi, non troppo dotato sul piano fisico, ma esplosivo, reattivo e coraggioso nelle uscite. Ricorda alla lontana Angelo Peruzzi, storico numero uno di Lazio, Roma e Juventus. Un signor giocatore, ma che non è riuscito a parare l’avversario più infido: la sfortuna. Quella di chi ha vissuto gli anni migliori in coincidenza con la pandemia di Coronavirus e che da quell’epoca non gli ha più dato tregua. Dopo aver speso gli anni migliori in Sardegna ha pagato qualche scelta sbagliata, come quella di approdare al Monza, dove non riuscì a vincere la concorrenza di Michele Di Gregorio per poi subire un infortunio alla spalla, e poi al Sassuolo. Dal 2022, di fatto non gioca più. Dopo sei mesi alla Sampdoria si era ritrovato svincolato e a giugno ecco la prima lesione al tendine d’Achille. A gennaio 2026 la chiamata del Südtirol sembrava l’occasione giusta per tornare protagonista, ma ancora una volta il destino cinico e baro ci ha messo lo zampino. Due presenze e un nuovo crack, che allunga pesanti ombre sul futuro agonistico. L’unica soddisfazione? Aver ritrovato da avversario lo scorso 11/02/2026 in Südtirol-Monza Patrick Cutrone, che in un tristemente famoso Empoli-Cagliari del 2022 in Serie A aveva apostrofato il collega (dalla panchina), “reo” semplicemente di avere un difetto di dizione con il quale convive coraggiosamente fin da bambino. All’epoca reagì con classe, quella di chi ha dovuto vivere un’infanzia e un’età adulta, oltre ad una carriera, in salita. Non può finire così: c’è un altro messaggio di resilienza da mandare a tutto il calcio italiano. Forza Alessio!
Serie B, la sfortuna di Alessio Cragno
Nato a Lecce il 16/09/1972, dove attualmente vive e lavora.
Amante dello sport in generale, ex atleta di basket con un passato nel calcio.
Scrittore con alle spalle esperienza da articolista sportivo, collabora con la redazione goalnews24.it dal 2023, con focus specifico sul calcio internazionale.
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