Il verdetto dello Stadium è di quelli che fanno tremare le fondamenta della Continassa. In una giornata di Serie A che doveva sancire l’avvicinamento definitivo all’Europa che conta, la Juventus crolla sotto i colpi di una Fiorentina spietata, uscendo sconfitta per 0-2. Un risultato pesantissimo, non solo per il prestigio, ma per una classifica che ora si fa drammatica: con i successi di Milan e Roma, i bianconeri scivolano al sesto posto (a pari merito con il Como), vedendo sfuggire quel vantaggio accumulato con fatica durante la stagione. La pressione ora è tutta sulle spalle di una squadra che è apparsa nervosa, stanca e priva di idee.
Il Primo Tempo: Doccia fredda e nervi tesi
L’avvio di gara tradisce subito la tensione in casa bianconera. La Juventus fatica a costruire gioco, merito anche di una Fiorentina molto corta e aggressiva, che non concede spazi di manovra ai centrocampisti di Spalletti. Al 32′ la prima avvisaglia di una serata storta: un infortunio costringe Parisi al cambio, ma l’ingresso di Harrison dà nuova linfa alla fascia viola. Il vantaggio ospite arriva al 34′: un’azione orchestrata da Solomon mette Cher Ndour in condizione di colpire; il centrocampista non sbaglia, siglando lo 0-1 che gela il pubblico di casa. La Juventus accusa il colpo e perde la testa. Al 45′, Bremer, in un eccesso di foga nel tentativo di recuperare un pallone a centrocampo, rimedia un cartellino giallo pesantissimo: era diffidato, salterà l’ultima, decisiva giornata di campionato.
Il Secondo Tempo: Il muro Viola e la beffa VAR
Nella ripresa la Juventus prova il tutto per tutto. Allegri inserisce Boga per Koopmeiners cercando imprevedibilità, ma la Fiorentina risponde con una gestione del pallone magistrale. Al minuto 70 lo Stadium esplode: Dusan Vlahovic svetta in area e insacca il gol dell’ex, ma l’esultanza dura pochi secondi. Il VAR richiama l’arbitro per una posizione di fuorigioco millimetrica: gol annullato. Il finale è un misto di frustrazione e caos. Nonostante l’espulsione di Ranieri dalla panchina per proteste, la Juve non trova varchi. Al minuto 83 arriva il raddoppio definitivo: una ripartenza veloce della Fiorentina premia l’inserimento di Rolando Mandragora, che firma lo 0-2 chiudendo virtualmente i giochi. Il forcing finale della Juventus, con l’inserimento disperato di Gatti in posizione di centravanti, produce solo un forcing sterile e un altro giallo pesante per Harrison.
Conclusione: Un’ultima giornata sul filo del rasoio
Al fischio finale è contestazione aperta. La Juventus resta ferma a 68 punti, superata da un Milan e una Roma che volano a quota 70. L’aggancio subito dal sorprendente Como complica ulteriormente il quadro: i bianconeri non sono più padroni del proprio destino e dovranno sperare in passi falsi altrui, oltre a dover obbligatoriamente vincere l’ultimo match senza il pilastro difensivo Bremer. Quella che sembrava una pratica da archiviare si è trasformata in un dramma sportivo. La Champions League, vitale per le casse e il futuro del club, è ora un miraggio che dista novanta minuti di pura sofferenza.