Fiorentina e Torino hanno fatto investimenti importanti sul mercato e nessuno si aspettava una partenza così complicata per viola e granata. Le proprietà al momento osservano silenti, almeno fino alla prossima sosta per le nazionali. È chiaro che se l’andazzo non dovesse cambiare qualcosa accadrà. Parlare di esonero è prematuro, ma le prime riflessioni fanno capolino nella testa dei dirigenti. Anche perché nonostante siano state disputate solo quattro giornate la classifica corre e le due squadre si ritrovano nei bassifondi. Ma andiamo a vedere cosa non sta funzionando a Firenze e Torino!
Fiorentina, i dubbi su Pioli e le scelte
Stefano Pioli dopo aver chiuso la lunga parentesi al Milan e aver vinto uno scudetto era ripartito dall’Arabia Saudita con Cristiano Ronaldo. Avventura durata poco, la nostalgia della famiglia ha avuto il sopravvento e in estate dopo essere stato accostato a Napoli, Lazio e Juventus ha scelto di tornare sulla panchina gigliata per la seconda volta. Rocco Commisso gli ha dato un mercato importante con il rinnovo di David De Gea e gli acquisti di Edin Dzeko, Roberto Piccoli, Hans Nocolussi-Caviglia, Tariq Lamptey, Simon Sohm, Jacopo Fazzini e Mattia Viti. Risultato in quattro partite di serie A: due pareggi e due sconfitte, tre gol segnati (nessuno degli attaccanti) e sei subiti (e altri sventati dal leggendario De Gea), modulo tattico e scelte di formazione che non convincono. Aria tesa e occorre svoltare.
Torino, Baroni l’allenatore inaspettato
I tifosi granata dopo l’addio a Paolo Vanoli sognavano altri profili e si sono ritrovati Marco Baroni in panchina. Parliamo di un vero signore, stimato dagli addetti ai lavori e reduce da annate importanti alla guida di Lecce e Lazio. Eppure il Torino è partito non benissimo: otto reti incassate nelle ultime due partite, due sconfitte (terribile la cinquina alla prima giornata rifilata dall’Inter), un pareggio e una vittoria. E il presidente Urbano Cairo ha investito parecchio, nonostante le solite e ingenerose contestazioni da parte del tifo. Quindi o svolta o sarà addio molto probabilmente. La cosa strana è che sono arrivati giocatori del calibro di Ardian Ismajli, Tino Anjorin, Giovanni Simeone, Franco Israel, Zakaria Aboukhlal, Krjstian Asllani, Cyril Ngonge. Ma manca la chimica di squadra, il gioco d’assieme e cosa grave: si tira poco in porta.