Le parole pronunciate ieri dal direttore dell’area sportiva Pantaleo Corvino non possono passare inosservate. Perché sono vere, vengono dal cuore. Perché lui non fa rumore, non cerca riflettori. Lavora in silenzio, con passione smisurata al servizio della squadra della sua città. Ha detto di essere giustamente stanco e ha parlato con sincerità al presidente Saverio Sticchi Damiani: questo lavoro logora, chiede tutto, e il tempo passa. Non è più un ragazzino. Eppure il il numero uno giallorosso è riuscito a convincerlo a rinnovare per altri tre anni: un gesto di fiducia e di grande rispetto. Un modo per dirgli che è indispensabile per il Lecce. Ma lui ha chiesto una sola cosa: “Non rendere pubblico il rinnovo. Devo sentirmi libero di andare via quando voglio.” Libero. Una parola che oggi vale più di qualsiasi cifra. E poi la frase che dice tutto, rivolta a quei tifosi che lo criticano per investire poco nel calciomercato: “Quando andrò via, lascerò al Lecce tutti i soldi rimanenti di questo contratto.” Parole che spiegano tanto di quest’uomo. Perché come abbiamo detto lui non lavora per i soldi, ma per la sua terra. Lavora con passione per la sua gente, la quale non riesce a riconoscere il grande lavoro svolto negli ultimi anni e in passato. Per quei colori che sente come una seconda pelle. Il suo è un sacrificio silenzioso è ingiustamente poco riconosciuto. Dalla sua stessa gente. È appartenenza vera, romanticismo puro. E finché esisteranno uomini così, il calcio avrà ancora un’anima. Lecce dovrebbe essere più riconoscente…..?
Lecce ingrata con Corvino?
Nato a Lecce il 16/09/1972, dove attualmente vive e lavora.
Amante dello sport in generale, ex atleta di basket con un passato nel calcio.
Scrittore con alle spalle esperienza da articolista sportivo, collabora con la redazione goalnews24.it dal 2023, con focus specifico sul calcio internazionale.
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