L’Inter onora nel migliore dei modi il titolo appena conquistato in Serie A, espugnando l’Olimpico con una prestazione di forza e portandosi a quota 85 punti in classifica. Per la Lazio, invece, la sconfitta casalinga rappresenta un brusco stop nella corsa all’Europa: i biancocelesti restano fermi a 51 punti, vedendo ora minacciata la propria ottava posizione dal Bologna e dal Sassuolo, entrambi a sole due lunghezze di distanza. Una serata amara per la squadra di Sarri, che oltre ai punti perde anche Romagnoli per espulsione in vista del prossimo turno.
Primo tempo: Lautaro e Sucic firmano il doppio vantaggio
L’Inter mette subito le cose in chiaro e dopo sei minuti è già avanti: Bisseck trova Thuram, sponda perfetta per Lautaro Martinez che trafigge Motta con un diagonale al volo per lo 0-1. I nerazzurri dominano e, dopo un errore di Thuram e un tentativo di Barella, trovano il raddoppio al 39′. Una splendida azione corale avviata da Bastoni e rifinita da Diouf e Lautaro libera al tiro Sucic, che con una conclusione al volo fulmina Motta per lo 0-2.
Secondo tempo: Rosso a Romagnoli e tris di Mkhitaryan
Nella ripresa l’Inter continua a spingere con Bisseck, mentre la Lazio prova a scuotersi con Pedro. Al 60′ la gara subisce la svolta definitiva: Romagnoli viene espulso lasciando i padroni di casa in dieci. Nonostante l’inferiorità, la Lazio sfiora il gol con Isaksen (salvataggio di Carlos Augusto sulla linea), ma al 76′ l’Inter chiude i conti. Bonny inventa per Mkhitaryan, che scaglia un bolide potente per il definitivo 0-3. Nel finale, il giovane Mosconi manca il gol della bandiera calciando alto da pochi passi.
Conclusione e prospettive
Con questo successo, l’Inter di Chivu dimostra di non voler abbassare la guardia nonostante lo scudetto già in bacheca, salendo a +15 sul Napoli secondo. La Lazio deve ora guardarsi le spalle: con soli 51 punti, la qualificazione alle coppe europee passerà necessariamente dai risultati delle ultime due giornate, dove non saranno più ammessi passi falsi per evitare il sorpasso di Bologna e Sassuolo.