Il dimissionario direttore sportivo Daniele Pradé aveva parlato di partita “da vincere a tutti i costi, giocando alla morte”: la Fiorentina non lo ha ascoltato, offrendo una prova anonima contro un Lecce organizzato e volitivo. Dopo la rete vincente di Medon Berisha la reazione è stata veramente scialba, priva di quel sacro fuoco che dovrebbe animare i giocatori viola. A questo punto crediamo che Stefano Pioli sia al capolinea della sua seconda avventura gigliata. E non vale nemmeno l’alibi del rigore prima concesso e poi negato per fallo (presunto) di Santiago Pierotti su Luca Ranieri. A noi di primo acchito era sembrato penalty netto, ma nemmeno le immagini sono nitidissime quindi rimane il dubbio. La squadra gioca male, mancano coordinate chiare di gioco e molti protagonisti sono al di sotto del loro rendimento standard. Probabilmente qualcosa non funziona proprio nella gestione dell’ex Milan e Al-Nassr se pensiamo alla differenza di rendimento fra gigliati e nazionale azzurra di Moise Kean. La notte porterà consiglio alla dirigenza toscana, nel frattempo Eusebio Di Francesco incassa tre punti fondamentali e la seconda vittoria esterna (dopo il sacco di Parma). Un successo fondamentale per i salentini, spingono nel baratro la viola e attendono notizie da Parma-Bologna. Ma andiamo a vedere le fasi salienti della partita. La rete è originata da un cross basso di Tete Morente a tagliare l’area toscana, Medon Berisha si inserisce con decisione e insacca ammutolendo il Franchi. Dopo lo svantaggio la Fiorentina non riesce a reagire e la percezione di aver buttato all’aria tutto il lavoro di Raffaele Palladino si fa sempre più forte. Wladimiro Falcone respinge di piede un tiro di Moise Kean e ringrazia il muro formato da Kialonda Gaspar e soprattutto Tiago Gabriel. Il giovane difensore portoghese scoperto dal “solito” Pantaleo Corvino si sta dimostrando insuperabile palla a terra e nel gioco aereo: sarà uno degli obiettivi delle big nella prossima estate. Nella ripresa con un triplo cambio Stefano Pioli prova a scuotere i suoi con l’ingresso di Rolando Mandragora, Albert Gudmundsson e Simon Sohm. Ma non è cambiato niente, a parte una schiacciata di testa di Moise Kean senza esito. Nemmeno l’entrata dell’ex Roberto Piccoli ha cambiato l’inerzia della partita. Il Lecce ha amministrato la gara con indifferenza intelligenza tattica e raziocinio, affidandosi alla regia di Ylber Ramadani (autentico leader) e puntando sul contropiede senza rischiare nulla. L’unica “emozione” del secondo tempo è quel rigore non concesso e che ha fatto sfollare il capitano Luca Ranieri ammonito con un cartellino giallo che, solo grazie alla benevolenza dell’arbitro non è diventato rosso. Il tabellino della sfida:
Fiorentina-Lecce 0-1
FIORENTINA (3-5-2): De Gea; Pongracic, Comuzzo (76′ Fazzini), Ranieri; Dodò, Fagioli (45′ Gudmundsson), Nicolussi Caviglia (45′ Mandragora), Ndour (45′ Sohm), Fortini; Dzeko (59′ Piccoli), Kean. All. Pioli
LECCE (4-3-3): Falcone; Veiga, Tiago Gabriel, Gaspar, Gallo; Berisha (76′ Maleh), Ramadani, Coulibaly; Banda (73′ Pierotti), Stulic (88′ Camarda), Morente (88′ Kaba). All. Di Francesco.
MARCATORI: 23′ Berisha (L)
AMMONITI: 14′ Nicolussi Caviglia(F),15′ Fagioli (F), 40′ Veiga (L), 66′ Kean (F), 87′ Ranieri (F)